Divisione Servizi Educativi


Provaci Ancora Sam



Comune | Formazione e scuola| Provaci Ancora Sam

Prevenzione Primaria
A chi è rivolto: Ragazzi con difficoltà d’inserimento e di relazione
  • Demotivati dall’ambiente socio- familiare
  • Con ritmi di apprendimento inadeguati
  • Con gravi carenze culturali di base
  • Con atteggiamenti passivi
  • Con atteggiamenti aggressivi
  • Finalità: Facilitare i rapporti con l’extra-scuola nei suoi aspetti educativi
  • Costruire in ogni scuola una rete in collaborazione con i servizi educativi e sociali e le associazioni di volontariato
  • Costruire modelli d’intervento trasferibili
    RISULTATI ATTESI
  • Integrare il ruolo educativo della famiglia e della scuola
  • Pieno inserimento di ciascun alunno nella classe di appartenenza
    • rafforzando la motivazione all’apprendimento
    • valorizzando le competenze
    • intervenendo sui problemi comportamentali, relazionali, emotivi
  • Favorire l’integrazione sociale
  • ORGANIZZAZIONE
  • La scuola: fornisce strutture interne e laboratori per seguire in maniera individualizzata gli alunni
  • La città offre, mediante i servizi educativi e socio-assistenziali: informazioni, consulenza e coordina le fasi del progetto
  • Le associazioni costruiscono, insieme alla scuola, un progetto d’intervento realizzato con la partecipazione di volontari
  • La Fondazione San Paolo contribuisce al finanziamento, partecipa al coordinamento e collabora al monitoraggio e alla verifica dell’insieme del progetto
  • FASI INTERVENTO
  • Osservazione: nel primo mese di scuola insegnanti, volontari e Servizi "osservano", le dinamiche del gruppo classe per individuare i ragazzi che corrono un elevato rischio di dispersione
  • Intervento: insegnanti e volontari organizzano un percorso individualizzato con attività scolastiche ed extrascolastiche. I volontari, per 15 h/sett (parte a scuola e parte negli ambienti esterni fuori orario scolastico)
  • seguono i ragazzi in attività con la classe insieme con gli
  • insegnanti - predispongono momenti di studio assistito
  • creano opportunità di rapporti sociali positivi con l'ambiente
  • di vita del ragazzo (oratori, sede di associazioni, luoghi di ricreazione, centri sportivi)
  • Valutazione: le modifiche dei comportamenti e i risultati concreti attesi per ogni ragazzo saranno valutati con strumenti condivisi e compilati da insegnanti e operatori.
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    Tipologie del disagio
    Le tipologie del disagio alle quali si possono ricondurre gli studenti seguiti nel progetto si possono configurare con i seguenti parametri:
    • Temporaneo:
    disorientamento di fronte al nuovo ciclo; necessità di un rapporto individuale e "mediato" . Il ragazzo deve imparare a organizzare la propria vita scolastica. Intervento dei volontari efficace se tempestivo,
    • Leggero:
    • isolamento, passività e sostanziale estraneità alle esperienze scolastiche rendimento scolastico inadeguato alle richieste e può creare difficoltà ulteriori; utile un rapporto con gli altri costruito mediante attività espressive in gruppi misti e rapporti individualizzati. Intervento dei volontari molto efficace, se tempestivo e continuo nell’anno con rapporti classe, esterno, famiglia.
    • Strettamente scolastico con rendimento insufficiente,
    • ma che può essere recuperato; utile una sinergia volontari- insegnanti, una volta individuate le cause (metodo di studio, piccoli disagi familiari ); attività di doposcuola; piccoli interventi individualizzati. Questo aspetto lascia comunque un problema aperto: quando le lacune sono consolidate, il recupero richiede tempi lunghi, per cui è indispensabile prevedere una qualche forma di intervento nell’anno successivo, affinché non sia vanificato il percorso compiuto
    • disagio profondo
    A questa tipologia si possono ricondurre i casi più gravi, per i quali il progetto non offre risorse sufficienti Esso si riscontra quando il ragazzo presenta problematiche affettive e relazionali non dipendenti solamente da difficoltà di apprendimento, ma tali da ostacolare ogni forma di inserimento scolastico sia di tipo relazionale sia di apprendimento, manifestando:
    1. Isolamento e passività
    2. Rendimento scolastico gravemente insufficiente: presenza di carenze di base così vaste da non essere recuperabili mediante i normali canali di recupero messi in atto dalla scuola
    3. Aggressività e disturbo : rifiuto di istituzione, insegnante, adulto, compagni; rendimento inconsistente, bullismo, atteggiamento di tipo delinquenziale.
    • Nel primo caso l’intervento dei volontari può raggiungere qualche risultato.
    • Nel secondo è indispensabile una specifica competenza didattico- educativa che coinvolga gli Educatori Professionali dei Servizi socio- educativi della Circoscrizione e che si integri con l’intervento curricolare della scuola. Spesso risulta difficile, nei primi mesi, programmare un intervento basato su obiettivi didattici ragionevoli, tarati sulle reali possibilità dei ragazzi e seguiti da un controllo scolastico dei risultati raggiunti.
    Nel terzo, occorre creare una rete di interventi che coinvolgano i servizi con personale specializzato. Si riconosce l'esigenza per questi casi di un intervento preventivo che comprenda una sinergia di vasto raggio con la presenza di figure professionali, una disponibilità oraria più estesa e una progettualità a lungo termine.
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    Obiettivi
    Gli obiettivi prioritari sono quelli definiti dal protocollo d’intesa. L’esperienza ci ha portati, però, a modificare in parte il taglio dell’intervento rivolto inizialmente soprattutto ai casi di disagio non particolarmente gravi e complessi. La caratteristica di intervento "leggero" era considerata importante per evitare di assumere una posizione assistenzialista nei confronti dei giovani studenti. Ciò , però, escludeva l’intervento sui casi più gravi. Nel tempo si è, invece, verificata quanta incidenza queste situazioni hanno nel determinare le dinamiche complessive del gruppo classe e di quanto le problematiche da loro manifestate non possano non rappresentare un obiettivo dell’intervento.Per questi casi tuttavia è necessario pensare ad un intervento molto più "spesso" e articolato che abbia come finalità non tanto o non solo i risultato scolastico quanto l’aggancio emotivo e la rimotivazione del soggetto

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    Modello
    Si possono individuare le seguenti linee generali di intervento. Sebbene non si possa ancora, data la varietà dei progetti e le differenze di metodo, parlare di un vero e proprio modello uguale per tutti, di fatto emergono i seguenti punti di riferimento che rappresentano un primo schema di riferimento da tutti condivisibile.Perché il progetto sia realmente condiviso, è indispensabile il suo inserimento nella programmazione del Consiglio di classeLe attività, concordate e programmate con i docenti, devono coprire in parte il tempo scuola ed in parte l'extrascuola dei ragazzi seguiti, tenendo conto dei seguenti punti di riferimento ricavati dai precedenti anni scolastici:A SCUOLAin orario di lezione in classe Attività differenziate tra la parte di osservazione e l’intervento vero e proprio cercando di evitare che i due momenti siano interpretati e vissuti come separati e indipendenti dai ragazzi e cercando di mantenere il collegamento con le attività curricolari. Per questo si richiede una stretta collaborazione con i consigli di classe ed una programmazione puntuale che preveda una continua verifica.   Obiettivi specifici e attività :
    • Osservare le modalità di relazionarsi con i compagni, la capacità di interagire con i professori, il coinvolgimento e l’attenzione durante le lezioni
    • Somministrazione di test, questionari
    • Laboratori, attività in gruppi, esercitazioni guidate sia individuali sia collettive con obiettivi didattici e di ricerca di metodo di un studio
    • attività ludiche sull’ascolto, la motivazione, l’autostima e il rispetto delle regole.
    Problemi:
    • definire le attività (che non si giustappongano a quelle curricolari)
    • coinvolgere i docenti (che devono garantire la funzionalità didattica di quanto si sta facendo)
    • possedere competenze (per i volontari) ampie
    in orario di lezione fuori classe Obiettivi specifici e attività:
    • interventi flessibili, individualizzati o per piccoli gruppi, attività di rinforzo didattico e di autostima, creando rapporti di scambio continui con le attività curricolari
    • approccio ludico per superare i conflitti che si riscontrano nel gruppo-classe
    • produrre materiali paralleli al curricolo, che siano valutabili come momenti di un percorso di apprendimento
    • potenziare capacità cognitive attraverso esperienze di manualità
    • favorire momenti di "sportello"
    • Problemi:
    • possibilità di emarginazione (per ovviare piccoli gruppi misti)
    • difficoltà a mantenere sia un contatto con la classe, sia a farvi rientro
    • prevalenza di aspetti ludici fine a sé stessi
    fuori orario di lezione Obiettivi specifici e attività:
    • doposcuola,
    • studio assistito volto non soltanto a fare i compiti, ma anche ad acquisire un metodo di studio
    • creazione di strumenti di comunicazione (giornalini, diari di bordo, verbali di attività) tra mattino e pomeriggio;
    • gruppi in libera partecipazione
    Problemi
    • mantenere un reale contatto (quasi quotidiano) con le lezioni del mattino, per evitare che si formi una sorta di dualismo tra due modelli di scuola completamente differenti (una al mattino, noiosa e difficile, l’altra, al pomeriggio, piacevole e facile, l’una seria, l’altra solo giocosa)
    • mantenere il contatto con la famiglia perché viva positivamente l'esperienza, contribuendo a rafforzare la motivazione allo studio
    FUORI SCUOLA Creare opportunità di rapporti sociali positivi con l’ambiente di vita del ragazzo attività:
    • LA VITA DI QUARTIERE
    • l’oratorio
    • i centri sportivi
    • luoghi di ricreazione
    • la biblioteca
    • sede di associazioni
    • iniziative dell'associazione:
    • teatro, gite, sport , laboratori
    • doposcuola
    • studio assistito (peer educator)
    • coinvolgimento delle famiglie
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