|
07.03.2006
Diesel o benzina? A trazione ibrida o elettrica, a metano o gpl? E,
in futuro, a idrogeno o ad energia solare? Scegliere un’auto nuova,
per chi ha a cuore l’ambiente, non è facile. Per cercare
fare un po’ di chiarezza, però, possiamo basarci su alcuni
punti fermi. E tentare di sfatare qualche mito.
Ci hanno provato gli esperti intervenuti ad una mostra di veicoli ecologici,
«Ruoteperaria», organizzata nei giorni scorsi a Roma dall’omonima
associazione ambientalista in collaborazione con alcune tra le più
note case automobilistiche del mondo. Proprio queste ultime, però,
sono sembrate fin troppo preoccupate di sponsorizzare le «proprie»
tecnologie. Secondo i costruttori giapponesi, ad esempio, i loro motori
a trazione ibrida - che funzionano cioè con due propulsori, uno
dei quali elettrico - sono i migliori in termini di riduzione di anidride
carbonica: «Se si percorrono 20mila chilometri all’anno,
con i nostri motori se ne riesce ad emettere una tonnellata in meno
rispetto agli altri veicoli», dichiara Massimo Nordio, amministratore
delegato di Toyota Italia. Vero: ma altri test dimostrano che, per quanto
riguarda i consumi, una vettura alimentata con tecnologia ibrida può
ottenere risultati perfino peggiori di un normale diesel.
Per le case tedesche, invece, la panacea dei mali dell’aria che
respiriamo è il gas metano, l’unico in grado di ridurre
drasticamente le emissioni di PM10 (le famigerate polveri sottili).
Vero: si tratta uno dei carburanti più puliti (e meno cari) in
assoluto. Ma in Italia esistono solo 500 distributori e gli automobilisti
dovranno pur fare il pieno. I costruttori francesi, poi, puntano ancora
sui motori diesel, equipaggiati però da speciali filtri che riducono
le emissioni, ma solo in parte. L’italiana Pirelli, infine, sponsorizza
il suo «Gecam», gasolio bianco a basso tasso di emissioni
emulsionato con acqua, che però è destinato solo ad autobus
e tir.
Qual è, perciò, il futuro dei 35 milioni e mezzo di automobili
italiane (di cui neanche il 5% è alimentato da motori ecologici)?
Ciò che c'è di certo, finora, è che nessuna delle
tecnologie in commercio è in grado di raggiungere il traguardo
delle «emissioni zero». E, a questo proposito, Lorenzo Parlati,
presidente di Legambiente Lazio, svela una notizia: «Consentire
ai veicoli "Euro 4" di circolare nei giorni di blocco totale
- spiega - è una vera e propria contraddizione. Uno studio dell’Arpa
Lombardia dimostra che un diesel “Euro 4” emette più
polveri sottili di qualsiasi auto a benzina. Qualsiasi: è peggio
perfino di una “Euro 0”».Le uniche auto davvero ecologiche
sono quelle elettriche - poche, con prestazioni ancora scarse e notevoli
difficoltà logistiche - e quelle ad idrogeno, ancora lontanissime
dall’essere commercializzate su vasta scala (una decina di anni
fa si parlava dell’introduzione dell’idrogeno sul mercato
per il 2005. Oggi, invece, la previsione è arrivata al 2020…).
Ma allora, le istituzioni non dovrebbero lanciare segnali più
precisi, cominciando ad esempio col tassare le auto in funzione dell’inquinamento
prodotto anziché solo secondo la potenza del motore? Nel frattempo,
cari automobilisti, se davvero amate l’ambiente avete una sola
scelta sicura: lasciare più possibile a casa la vostra auto…
|