
S E R V I Z I - O F
F E R T I - A L - P U B B L I C O

Le origini del Supremo Magistrato con sede in Torino
Le origini del Supremo Magistrato con sede in Torino,
risalgono alla prima metà del quindicesimo secolo, quando
Amedeo VIII riunì in unica entità i possedimenti
subalpini della Casa Savoia al di qua delle Alpi, con un territorio
estesosi ormai a gran parte del Piemonte.
Nel 1432 venne istituito, in esecuzione di Statuto promulgato
dal Duca, il Consiglio Cismontano, che nel 1459 in base a Patenti
del Duca Ludovico divenne appunto Magistrato supremo per i territori
pedemontani dei possedimenti Sabaudi . Nel 1529, sotto Carlo III,
il consiglio assunse la denominazione di Senato di Piemonte, il
quale, dopo le vicende belliche degli anni successivi, venne ricostituito
nel 1560 da Emanuele Filiberto con la prerogativa di "interinazione".
Nell'anno 1577 fu soppresso l'ancora esistente Senato di Asti
e aggregato al Senato di Piemonte. A quell'epoca vi fu anche l'unificazione
del sistema dell'amministrazione della giustizia sull'intero territorio
degli Stati con un ordinamento che nelle sue linee essenziali
rimase in vigore per più di due secoli. In altra parte
del Piemonte, rimasta ancora soggetta al Marchese del Monferrato,
il Supremo Magistrato si identificava nel Senato del Monferrato:
fu ricostituito sotto il Marchese Guglielmo VIII nell'anno 1500,
anche se le origini risalgono a tempi antichissimi (risulta creato
dall' Imperatore Rodolfo alla fine del XIII). In seguito alla
definitiva annessione al Piemonte di quel Marchesato, con editto
di Vittorio Amedeo II del 1708, il collegio assunse la denominazione
di Senato di Casale, ma fu poi soppresso nel 1730 con successivo
editto di Carlo Emanuele III.
Il Senato di Piemonte rimase perciò unico supremo magistrato
avente giurisdizione su tutto il territorio subalpino. Durante
l'occupazione francese (1801-1814) il più alto Magistrato
in Piemonte assunse successivamente la denominazione di Magistrato
di Appello (1801), di Corte d'Appello (1804) e di Corte Imperiale
di Torino (1810).
Nel 1814, al tempo della restaurazione della Monarchia Sabauda,
fu ricostituito il Senato di Piemonte, ma dopo il 1848 - promulgato
lo Statuto Albertino attribuito il nome di Senato ad uno dei rami
del Parlamento ed istituita la Corte di Cassazione - l'antico
Senato di Piemonte assunse la denominazione di Magistrato di Appello
e poi quella di Corte di Appello di Torino, mentre il Senato di
Casale, ricostituito con editto di Carlo Alberto nel 1837, assunse
la denominazione di Corte di Appello di Casale.
Con la formazione dello Stato Italiano unitario la giurisdizione
della Corte di Cassazione di Torino -dapprima, per i rami civili
e penale e dal 1888 limitatamente al ramo civile- si estese, man
mano, con l'annessione di nuove province, fino a comprendere una
gran parte del territorio dell'Italia settentrionale.
Nel 1923, in seguito alle riforme che videro istituita l'unica
Corte di Cassazione in Roma e soppressa la Corte di Appello di
Casale, la Corte di Cassazione di Torino cessò di esistere.
In Piemonte rimase quale unica Corte di Appello quella di Torino.
La circoscrizione di quest'ultima comprende il territorio della
Regione Piemonte e della regione a statuto speciale Valle d'Aosta.Fa
eccezione la Sezione specializzata funzionante come Tribunale
Regionale delle Acque Pubbliche, che estende la sua competenza
territoriale alle circoscrizioni dei distretti delle Corti di
Appello di Torino e di Genova (Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria
e la provincia di Massa e Carrara in Toscana).