La navigazione in Internet è una bella esperienza ricca e coinvolgente; purtroppo i pericoli nei quali ci si può imbattere navigando nella Rete sono molteplici. Fortunatamente, esistono anche modi per difendersi ed aiutare i nostri figli ad evitarli.
Vi proponiamo un elenco, che non è da considerare completo ed esaustivo, dei pericoli e delle insidie possibili, con l'intento di fornire indicazioni utili per poterli affrontare nel modo più corretto.
Un recente studio dell'I.C.A.A. sulla percezione dei rischi di navigazione in Internet da parte dei minori analizza in dettaglio tutte le tipologie di pericoli che si possono incontrare nella rete.
La rete internet offre a tutti la possibilità di pubblicare e diffondere
ciò che si vuole; molto spesso vengono mostrate al navigatore immagini
e materiale oltre il limite della decenza.
E' forse questo il pericolo più sentito e temuto dai genitori che permettono
ai loro figli di navigare nella rete.
Spesso il navigatore, senza volerlo, viene catapultato in pagine che propongono foto e video pornografici. Siti o motori di ricerca, comunemente usati da noi e dai nostri figli, sono pieni di immagini che nascondo link a pagine non adatte ad un minore.
Tuttavia non bisogna colpevolizzare Internet, perchè il problema della pornografia è presente anche in televisione o al cinema.
E' comunque prioritario, per la difesa dei minori in rete, che si adottino dei meccanismi di protezione, che non sono solo la presenza discreta del genitore accanto al figlio, ma anche l'uso di software di filtro automatico che come vedremo nella sezione difesa ci aiutano a prevenire situazioni sconvenienti per i nostri figli.
Il pericolo più grave in cui un minore può incorrere navigando nella Rete è sicuramente la pedofilia. Il problema è sempre più diffuso e sempre più sovente alla cronaca di tutti di giorni.
Il pedofilo trova in Internet un luogo meno rischioso e più sicuro.
Il fatto di essere in qualche modo anonimo è un punto di forza psicologico
per i pedofili.
L'approccio più adottato è la chat-line in quanto offre una certa facilità nel contatto iniziale con il minore che, per una sorta di pudore o vergogna, è poco incline a raccontare ai genitori il coinvolgimento in questi argomenti, mantenendo segreto il contatto in chat.
I pedofili fanno leva sulla curiosità dei minori, che per questo tendono a utilizzare la chat-line fuori dal controllo dei genitori.
Appare evidente che l'aspetto più importante è il ruolo d'adulto/educatore, che deve esercitare un controllo discreto ed efficace del giovane utente, anche eventuali e-mail controllando periodicamente l'elenco dei suoi contatti.
Mettere on-line i propri dati è uno dei più seri pericoli in cui si può incorrere in Internet. Eppure il 90% dei siti dedicati ai bambini chiedono loro i dati personali (nome, cognome, indirizzo, età) anche senza il consenso dei genitori. I dati così raccolti possono poi essere usati per scopi commerciali, o addirittura per essere venduti a terzi in un oggi fiorente commercio di indirizzi.
Sulla rete Internet si trova di tutto, cose buone e cose cattive. La
violenza è spesso presente in alcuni siti sia con le
immagini che con il testo.
Il fatto di sentirsi anonimi, come nelle chat fa dire alle persone quello
che non direbbero mai in pubblico, arrivando a vere e proprie forme di
turpiloquio. La presenza di individui che usano linguaggio offensivo inopportuno
è una delle ragioni, non la sola, che hanno reso necessaria la presenza
nelle chat-room di un moderatore, con la funzione di prevenire tali degenerazioni.
La cosa è oltremodo fastidiosa quando i messaggi volgari
arrivano anche ai bambini nelle loro chat room.
Internet abbonda di siti in cui dei propagandisti senza scrupoli diffondono l'odio ed esaltano la brutalità e la violenza, i messaggi ispirati dall'odio o scaturiti dal fanatismo sono per loro natura messaggi forti e particolarmente convincenti per minori che non sono preparati a capirli con le proprie conoscenze. Questa è una delle ragioni per cui il genitore/educatore deve essere accanto al bambino durante la navigazione.
La pubblicità in Internet è ancor di più invasiva che
in televisione. La mancanza di un filtro, di un controllo su ciò che viene
pubblicato rende ancor più difficile capire per un bambino cosa è vero.
Nella rete è difficile separare la realtà dalla fiction. Il pericolo diventa
evidentemente maggiore con la pubblicità che, se mira a convincere gli
adulti, a maggior ragione risulta attraente per i minori, creando in loro
desideri e aspettative che andranno inevitabilmente delusi.
Tocca quindi ai genitori insegnare ai figli a distinguere tra le esagerazioni
pubblicitarie e le fonti credibili, tra la vera informazione
e la disinformazione.
Per i pubblicitari i bambini sono un grande mercato sia in televisione
che on-line, sempre più spesso si vedono siti per bambini con banner
pubblicitari sempre più invadenti.