Internet Point e il terrorismo
19 agosto 2005
Con la nuova legge sul
terrorismo internazionale consultare una pagina web o spedire una
e-mail da un Internet point in Italia č possibile solo
esibendo un documento di identitā.
È l’effetto più importante del decreto attuativo delle
nuove norme antiterrorismo, firmato dai ministri Pisanu
(Interno), Landolfi (Comunicazioni) e Stanca (Innovazione e tecnologie)
e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Obiettivo: monitorare una rete - quella delle «postazioni
pubbliche non vigilate per comunicazioni telematiche» - sempre più
usata dai terroristi per scambiarsi messaggi . In realtà,
la prima e più immediata conseguenza sarà di modificare
le abitudini dei clienti e i sistemi di gestione dei proprietari.
Finora, soltanto i gestori dei locali più grandi chiedevano le
generalità ai loro clienti - per lo più invitati a scriverle
da sé su foglietti volanti - mentre in tutti gli altri casi bastava
pagare la tariffa.
Con le nuove norme, lo scenario muta radicalmente: il gestore
del locale deve «identificare chi accede ai servizi telefonici e
telematici offerti, prima dell’accesso stesso o dell’offerta
di credenziali di accesso, acquisendo i dati anagrafici riportati su un
documento di identità, nonché il tipo, il numero e la riproduzione
del documento presentato dall’utente »; «adottare le
misure fisiche o tecnologiche occorrenti per impedire l’accesso
agli apparecchi terminali a persone che non siano preventivamente identificate
con le modalità» indicate; «assicurare il corretto
trattamento dei dati acquisiti e la loro conservazione» fino al
31 dicembre 2007. I dati, «esclusi i contenuti delle comunicazioni»,
dovranno essere messi a disposizione (previa autorizzazione dell’autorità
giudiziaria) del Servizio di polizia postale.
I gestori degli Internet point più grandi (quelli con meno
di tre pc possono continuare a registrare i dati su carta) dovranno dotarsi
di sistemi di monitoraggio informatico e di reportistica - in
gergo: «logging» - degli accessi a Internet, in grado di incrociare
i dati di traffico con quelli di identità, che la maggior parte
non ha ancora. Sono in molti, tra loro, a temere che i controlli di polizia
possano arrivare prima che abbiano il tempo materiale di mettersi in regola.
fonte La Stampa Web