Continuiamo il nostro viaggio attraverso la storia della crittografia partendo da quanto detto nella prima parte parlando di Enigma la celebre macchina inventata nel 1918 dal tedesco Arthur Scherbius e adottata dall'esercito e dalla marina tedesca fino alla seconda guerra mondiale.
L'Enigma è una macchina elettromeccanica di tipo simmetrica che serve per cifrare e decifrare, nel senso che se la lettera A è cifrata con la H in una certa posizione del testo allora nella stessa posizione la H sarà cifrata con la A.
La macchina ha al suo interno un certo numero di rotori collegati elettricamente
e liberi di ruotare quando l'operatore preme un tasto un segnale elettrico
passa da rotore a rotore fino al rotore finale e quindi torna indietro
fino a mostrare una lettera che è il carattere cifrato.
Non esiste possibilità di stampa, dunque l'operatore deve copiare a mano,
carattere per carattere il messaggio cifrato da trasmettere.
La chiave dell'Enigma è la disposizione iniziale dei rotori, questa chiave
veniva cambiata ogni 24 ore secondo una regola prefissata.
Un primo gruppo di matematici polacchi nei primi anni
del 1930, erano riusciti a forzare Enigma e a ricostruire una copia della
macchina.
In Inghilterra nel 1939, presso la loro sede del loro servizio di decrittazione,
noto con il nome di Ultra gli inglesi riuscirono a forzare
il sistema.
A questo progetto partecipava il matematico inglese Alan
Turing, noto soprattutto come padre dell'informatica teorica
per la sua macchina di Turing, il quale sviluppando
un sistema messo a punto dai crittografi polacchi, nel 1940, ideò le cosiddette
"Bombe crittografiche", cioè delle macchine che contenevano
vari gruppi di rotori simili a quelli di Enigma che, girando a forte velocità,
calcolavano velocemente tutte le combinazioni possibili ed Enigma fu nuovamente
forzata.
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