La casististica delle truffe è purtroppo ampia e in continuo
sviluppo.
Ci proponiamo di elencare qui alcuni esempi che possano innescare un campanello
d'allarme in tutti noi.
Se per strada notiamo un anziano avvicinato da persone con atteggiamento
che possa destare sospetto, quando in un anziano notiamo timore, sorpresa
o smarrimento non esitiamo a chiamare la Polizia Municipale o altre forze
di polizia che effettueranno un controllo della situazione.
Non è una perdita di tempo e non è un disturbo per le forze di
polizia!
Domani la stessa attenzione sarà prestata da uno sconosciuto ad un nostro
familiare.
Una o più persone, adesso anche di sesso femminile,
si qualificano come appartenenti all'Arma dei Carabinieri oltre che alla
Polizia di Stato o alla Polizia Municipale.
Vi dicono che state facendo acquisti con banconote false. Attribuiscono
lo spaccio delle banconote, ad un impiegato della vostra banca (si appostano
davanti alla banca ed individuano la vittima, quindi sapranno indicare
anche l'ubicazione della banca e magari la descizione di uno degli impegati).
A questo punto vi dicono di dover verificare, presso la vostra abitazione,
tutti i soldi che avete prelevato.
All'interno dell'alloggio vi convincono a mostrare tutte le banconote
e quindi, con uno stratagemma, vi sostituiscono nelle buste le banconote
con carta, a volte fotocopie a volte schedine per il gioco del lotto,
in modo da simulare lo stesso spessore.
In alcuni casi
intimano di conservare la busta delle "banconote" per l'esame
del "giudice". Per rendere la cosa più veritiera provvedono a
sigillare la busta, guadagnando così tempo sulla segnalazione alle forze
dell'ordine dell'accaduto.
Purtroppo a volte ritornano.
E' già capitato che il truffato scrupoloso abbia tenuto la busta
sigillata per un giorno o due senza controllarne il contenuto.
I malviventi con una telefonata tentano di capire se ciò è accaduto, in
questo caso chiedono "collaborazione" al malcapitato.
Un altro prelievo dalla banca per poi verificare se le banconote consegnate
dall'impiegato sono false. Tenteranno di sigillare "anche la seconda busta".
Suonano al citofono o direttamente alla porta dell'alloggio
e si qualificano come addetti di qualche ente di interesse pubblico, spesso
ENEL, AEM o della società di fornitura gas. Possono viaggiare con mezzi
di trasporto, furgoncini o autovetture, con scritte e loghi simili agli
originali .
Gli "addetti"
suonano alla vostra porta e vi comunicano che devono effettuare un sopralluogo
all'impianto in quanto si sono verificati dei guasti
e necessita il controllo del contatore.
Una volta entrati in casa vi fanno credere con efficaci e convincenti
argomenti che il vostro contatore è obsoleto e quindi si deve
procedere alla sostituzione.
Per il lavoro bisogna contribuire con esborso di denaro,
100, 200 euro o più. Incassata la somma i sedicenti tecnici comunicano
che "torneranno per cambiare il contatore" lasciando nelle mani del malcapitato
una "ricevuta o un preventivo". La truffa, a volte si
conclude così, in altri casi continua e i truffatori
convicono le vittime a recuperare le vecchie bollette per un controllo
dei pagamenti.
Sia che "risulti" un credito, sia che risulti un debito nei confronti
dell'azienda che rappresentano indurranno il malcapitato a prendere il
denaro custodito in casa. A questo punto i modi per sottrarre o sostituire
il denaro sono molti.
Quando capitano situazioni simili, prima di fare entrare in casa
qualcuno, non esitate a chiedere un tesserino ed a effettuare un controllo
presso l'Azienda.
Se non sapete cosa fare chiamate la Polizia Municipale o altre forze di
polizia.
Non è un disturbo !
Di norma sono le donne anziane e sole che vengono avvicinate
per strada.
Il truffatore, anch'essa donna, di solito giovane, riconosce immediatamente
una straordinaria somiglianza tra la vittima e la sua carissima nonna
che è deceduta
a cui voleva molto bene.
Racconta alcuni episodi dell'infanzia, per poter penetrare la diffidenza
della vittima e instaurare un rapporto di familiarità.
Dopo alcuni minuti la ragazza si propone di donare una
bella collana con pietre preziose attribuendo a quest'oggetto un valore
notevole, ad esempio 20.000 euro.
In cambio vuole solo 200 o 300 euro per il viaggio di
ritorno verso casa, in quanto nell'immediato non ha disponibilità di denaro
e, a causa di seri problemi famigliari, deve ritornare al paese di origine.
La somiglianza con "la vecchia nonna", e l'affare
rappresentato dal valore della collana, incrinano la soglia
di attenzione della vittima che spesso è indotta ad aiutare la "povera
ragazza".
Se per strada notate delle donne anziane in situazioni che possano ricondurre
alla fattispecie innanzi descritta, non esitate ad avvicinarvi e a chiedere
se va tutto bene, oppure chiamate immediatamente la Polizia Municipale
o altra forza di Polizia.
La tempestività è indispensabile. Non esitate
a chiamare.
Per le forze di Polizia non è un disturbo !
Succede sempre dopo che avete fatto un prelievo.
Non visti, i truffatori osservano i vostri movimenti,
alcune volte anche all'interno della banca o della Posta, più spesso dalla
strada.
Dopo essere usciti dalla Banca o dalla Posta o dopo avere fatto un prelievo
al bancomat, vi si avvicina, con fare allarmato, un uomo, o una donna,
che dice di essere un impiegato della banca o della Posta. Dice che le
banconote appena ritirate sono false. 
Necessita per questo controllare il numero di serie.
Ottenuta la consegna il truffatore, abilmente, sostituisce i soldi
con banconote false, solitamente fotocopie a colori. Questo tipo
di approccio può capitare anche in casa.
Dopo il prelievo di denaro, appena rientrati nel proprio appartamento,
"l'impiegato zelante" bussa alla porta raccontando la storia delle banconote
false.
Ricordate che le banche o la Posta, non mandano i loro impiegati
a controllare i soldi presso le abitazioni.
Se dovesse succedere chiamate la Polizia Municipale o altre forze di polizia.
Non è un disturbo!