Dire che “il nuoto è lo sport più completo” è ormai un luogo comune, ma forse mai come in questo caso, dietro la banalità dell’assunto si nasconde una grande verità, ancora più valida per la persona disabile.

Sarà perché in acqua ci si sente più leggeri ed è più facile compiere quei movimenti che normalmente costerebbero tanta fatica, sarà per il senso di libertà che si prova quando ci si trova in mare o tra le corsie di una piscina: fatto è che il nuoto, e negli ultimi anni anche l’attività subacquea, sono tra gli sport più praticati dalle persone con disabilità.

Merito anche della relativa quantità di piscine accessibili e attrezzate (scivoli per accedere alle zone vasca e spogliatoio, sedia elevatore per entrare in acqua), che permettono ormai quasi in ogni quartiere di seguire corsi di nuoto o semplicemente fare un po’ di movimento. Un altro fattore importante è la presenza di istruttori specializzati che, in un rapporto uno a uno, seguono la persona disabile in acqua e, se necessario, anche nelle operazioni di spogliatoio.

È nell’edizione di Roma del1960 che il nuoto ha fatto il suo ingresso nelle discipline paralimpiche e da allora è sempre stato uno degli sport principali dei Giochi Paralimpici.

Come alle olimpiadi, gli atleti si cimentano nello stile libero, farfalla, rana, dorso e gare miste e, analogamente, per le altre discipline paralimpiche, gli atleti sono classificati in base alle loro abilità funzionali.

Le distanze previste sono le seguenti:

  • stile libero 50 m, 100 m, 200 m, 400 m, e la 5 km in acque libere
  • dorso, la rana e la farfalla 50 m e 100 m
  • misti individuali 150 m e 200 m
  • staffette 4 x 100 m e 4 x 50 m stile libero e mista.

A seconda della disabilità la partenza dei nuotatori può avvenire in modi differenti: in piedi, seduti a fianco del trampolino o, direttamente, in acqua.

Le regole fissate dalla Federazione Internazionale Nuoto (FINA) sono adattate alle necessità degli atleti con disabilità. Possono quindi essere utilizzate piattaforme optional, le partenze possono avvenire direttamente in acqua, per nuotatori non vedenti o ipovedenti sono previsti segnali sonori al momento della virata e dell’arrivo. Tali segnalazioni sono effettuate da un assistente chiamato Tapper, che tocca il capo o la spalla dell’atleta tramite un bastone con un terminale di gomma (di solito una pallina).

Governa il nuoto l’IPC con il coordinamento del Comitato Tecnico Nuoto che a sua volta incorpora i regolamenti FINA (Federazione Internazionale Nuoto).

Gli atleti possono indossare esclusivamente il costume da bagno, la cuffia e gli occhialini: sono quindi vietati dispositivi come protesi o supporti vari, ovvero tutto ciò che facilita la resistenza, il galleggiamento o la velocità.

La piscina utilizzata ha dimensioni standard (50m x 8 corsie) e le gare sono articolate, così come nelle Olimpiadi, in batterie preliminari ed eliminatorie. Gli otto finalisti accedono alle finali per la conquista del podio.

Regolamento tecnico

 

Nuoto in Piemonte

Pagina Fb dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Centro Intercultura Sport (CIS)

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Sito dell’associazione sportiva dilettantistica SportABILI Alba onlus

Sito dell’Associazione Sportiva Handicappati Dilettantistica (ASHD) – Novara

 

Link utili

Federazione Italiana Nuoto Paralimpico