Iscritto alla 24 Ore di Le Mans 2021, il prototipo numero 84 è dell’Association Srt41, progetto legato al motorsport per piloti con disabilità. A bordo il giapponese Takuma Aoki e il belga Nigel Bailly, due ex motociclisti paraplegici, con il francese Matthieu Lahaye.

Con lo sport si può andare oltre i propri limiti fisici, conquistando il diritto di essere protagonisti di eventi di respiro mondiale. Una tensione verso obiettivi nobili che anche nel motorsport trova un teatro d’elezione. Tenacia, passione e ambizione sono elementi inscritti nel Dna di Association Srt 41, la realtà fondata da Frédéric Sausset, che alla 24 Ore di Le Mans 2021 porta in gara un prototipo affidato all’equipaggio formato dal giapponese Takuma Aoki, il belga Nigel Bailly, e il francese Matthieu Lahaye. I primi due piloti, disabili, hanno perso l’uso delle gambe in seguito a incidenti motociclistici, senza però voler abbandonare la grande passione per le corse e per i motori.

Livrea nei colori blu, rosso e bianco che richiamano il vessillo nazionale francese, bandiera del team Srt, acronimo di Sausset Racing Team 41. Il prototipo di classe Lmp2 (Oreca 07 motorizzato Gibson, che monta un motore V8 in grado di erogare 650 Cv) porta il numero 84, ed è opportunamente modificato per consentire a Aoki, classe 1974, e Bailly, nato nel 1989, di disporre di comandi manuali in luogo dei pedali; il prototipo partecipa alla 24 Ore di Le Mans nella speciale categoria “Innovation Car”, facendo dunque classifica a parte rispetto alle altre 61 vetture inscritte. Nel dettaglio il prototipo numero 84 monta un comando manuale per accelerare e uno per frenare, posti dietro il volante. A muovere questo equipaggio, e il progetto collegato, un desiderio inseguito con forza e conquistato grazie all’impegno del team fondato da Frédéric Sausset, team manager di Srt41, che nel 2016 fu il primo pilota quadri-amputato (a causa di un’infezione) a concludere la gara endurance più famosa al mondo.

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