La Federazione Italiana Nuoto Paralimpico (FINP), riconosciuta dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP), ha lo scopo di promuovere, organizzare, disciplinare e diffondere la disciplina del nuoto e di altre attività acquatiche per le persone con disabilità.

Le linee-guida FINP sono state redatte sulla base del documento riguardante le misure di sicurezza causa Covid-19, presentato il 19 maggio scorso dalla Federazione Italiana Nuoto, sul quale sono state inserite delle specifiche riguardanti l’attività per le persone disabili.

I benefici del nuoto paralimpico

Come si legge nella premessa del documento, dal punto di vista agonistico l’allenamento dei nuotatori della FINP, presso le varie piscine dislocate in tutto il territorio nazionale ha permesso di costruire una Nazionale che ha raggiunto ai Mondiali di nuoto paralimpico di Londra 2019 la vetta del medagliere. Gli azzurri, infatti, hanno ottenuto ben 50 medaglie(20 ori, 18 argenti e 12 bronzi), ma dietro a questo successo c’è il lavoro immenso che svolgono le Società Sportive che si adoperano giornalmente affinché centinaia di ragazzi e ragazze con disabilità possano dedicarsi all’attività motoria e sportiva.

Gli effetti benefici sugli utenti disabili – ancor più degli altri praticanti – si riscontrano sia sul piano fisico-motorio, sia sul piano psico-sociale. I risultati più notevoli si riscontrano nell’aspetto psico-sociale del soggetto: infatti migliorano nettamente sia l’aspetto motivazionale, con conseguente incremento delle capacità di apprendimento, comprensione e concentrazione, che soprattutto l’aspetto relazionale in cui l’allievo disabile rivaluta le proprie potenzialità incrementando la fiducia in sé stesso.

L’attività sportiva in generale, qualsiasi disciplina, rappresenta la possibilità concreta di mettersi o di rimettersi in gioco sperimentando nuove sensazioni, esplorando nuovi territori, ritrovando antiche, profonde percezioni del proprio corpo. La dimensione acquatica è semplicemente il più versatile, poliedrico, disponibile ambiente a nostra disposizione per accogliere schiere di futuri sportivi a tutti i livelli, dall’allievo all’amatore sino al campione paralimpico.

Le disposizioni specifiche per gli atleti disabili

La parte sostanziale del protocollo FINP coincide con quanto già dettato dalla FIN per l’attività nelle piscine in generale (leggi qui).

Indicazioni specifiche vengono aggiunte in relazione all’uso degli spogliatoi. Si richiede diutilizzare le soprascarpe, ove richieste, anche in presenza di protesi per gli arti inferiori, protesi che devono essere sempre custodite all’interno di una busta idonea e possibilmente riposte all’interno degli armadietti.

Le ruote delle carrozzine o dei deambulatori, nonché i tappi antiscivolo delle stampelle devono essere pulite e igienizzate con disinfettante spray o salviette igienizzanti ed asciugate con carta monouso, la persona disabile o l’accompagnatore/assistente dovrà usare guanti e mascherina, come dovrà indossarli chi presterà aiuto durante la svestizione e vestizione dell’utente disabile.

Viene comunque consigliato a tutti di munirsi di buste monouso, guanti, mascherine e gel disinfettante personali al di là di quanto fornito dalla struttura frequentata, in quanto, senza tali ausili – nelle occasioni previste dal protocollo – non sarà permesso praticare l’attività sportiva.

In sala vasche, si aggiunge che anche l’elevatore per l’accesso in acqua delle persone disabili deve essere igienizzato ad ogni uso e gli assistenti devono usare guanti monouso e mascherina.

Gli aspetti didattici

Nei corsi per persone disabili, qualora si renda necessaria la presenza di un assistente negli spogliatoi, la coppia disabile/assistente dovrà rispettare la distanza di almeno 1 metro con gli altri utenti.

Le attività con persone disabili saranno necessariamente di tipo individuale nei confronti di allievi con minime capacità motorie globali e di funzionalità, e allievi con disabilità intellettiva/relazionale non gestibili diversamente: ci sarà un istruttore in acqua con mascherina e visiera protettiva o un’altra soluzione idonea che copra sia la bocca che il naso, qualora risulti problematico il mantenimento della distanza interpersonale.

Si lavorerà in piccolo gruppo (rapporto di 1 istruttore per 2 allievi) in caso di utenti con medie capacità motorie globali e di funzionalità; potrà esserci un istruttore in acqua con mascherina e visiera protettiva, come nel caso precedente, oppure un istruttore fuori dall’acqua che conduce il corso dotato di asta flessibile da utilizzare come supporto e sostegno per i nuotatori. Si devono garantire in ogni caso le misure di distanziamento tra gli allievi.

La soluzione con istruttore fuori dall’acqua dotato di asta flessibile sarà adottata anche nel caso si possa lavorare con un gruppo standard, in presenza di allievi con elevate capacità motorie globali e di funzionalità, sempre garantendo le misure di distanziamento.

Per gli utenti non vedenti o ipovedenti gravi, al fine di garantire le misure di distanziamento si dovrà utilizzare alternativamente o un dispositivo elettronico che consente la comunicazione tra l’istruttore e l’allievo, o un “tapper” (asta, tipo canna da pesca, alla cui estremità viene posta una pallina morbida), avendo premura di utilizzare per la didattica le corsie laterali.

Lo Speciale Sport Paralimpico su TSPORT 333

Il numero di TSPORT in uscita alla fine di giugno conterrà uno Speciale dedicato allo sport paralimpico ed in particolare alla progettazione degli impianti destinati all’uso condiviso con atleti disabili attraverso i criteri dell’Universal Design, a cura di Tommaso Empler, con un’intervista al Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli.

Fonte: sporteimpianti