BOLOGNA – Fino al 31 maggio atleti con e senza disabilità intellettive saranno impegnati negli “Smart Games”, edizione speciale degli Special Olympics Italia. I giochi si svolgono dopo che il comitato organizzatore li aveva annullati per l’emergenza sanitaria. Poi è emersa l’idea di svolgere la prima edizione dei giochi a distanza,  trasferendo idealmente i campi di gara  a casa di ciascuno dei 4675  concorrenti. Nell’elenco delle 18 discipline sportive, il salto in lungo da fermo è la gara che vedrà impegnata una coppia bolognese, con i colori del team Caos: si tratta di Guido Guidoni, 40enne affetto da  sindrome di Down, e di Sara Gabella, ventenne  con disabilità motoria che non gli impedisce di muoversi autonomamente, allenata da Laura Verderame, direttore provinciale di Bologna per Special Olympics.

La gara si svolge così: ogni atleta  ha a disposizione tre tentativi, dopo i quali il risultato migliore, documentato da foto e video inviato online al comitato organizzatore, entrerà nella classifica generale. “Partecipo per vincere – dice Guido – e regalare questa medaglia ai miei genitori”.  Una passione per l’atletica, ma pure per il basket, Guidoni va pure a canestro con l’associazione Idee ed esperienze di San Pietro in Casale. “Tifo per i Los Angeles Lakers e gareggio sempre con la loro divisa. Vorrei giocare come Kobe Bryant, il mio mito. Ho il suo poster attaccato sul muro della mia camera ed è questa l’immagine che mi resta negli occhi prima di addormentarmi”.

“L’obiettivo è partecipare ai giochi e dare il meglio di me stessa – dice invece Sara –. L’abbraccio con i miei amici è la spinta necessaria per un salto vincente”. Un gesto di affetto, reso per ora impossibile dalla distanza, che per Sara vale come una medaglia d’oro. Così come la maglietta che i compagni del Villaggio senza barriere di Tolè le hanno regalato per il diciottesimo compleanno. “Senza dire parole abbracciare è facilissimo”.