«Con questa Proposta chiedo l’equiparazione dello status degli atleti paralimpici in forza nei Gruppi Sportivi Militari e nei Corpi dello Stato agli atleti cosiddetti “normodotati”, buttando giù quel muro della “sana e robusta costituzione” che fino ad oggi non ha consentito l’effettivo arruolamento degli atleti con disabilità»: lo ha dichiarato la deputata e atleta paralimpica Giusy Versace, a proposito della sua Proposta di Legge “Disposizioni concernenti il reclutamento degli atleti paralimpici con disabilità fisiche e sensoriali nei Gruppi Sportivi Militari e dei Corpi dello Stato”

«Sono stata davvero felice di avere avuto oggi al mio fianco colleghi dei diversi gruppi politici che hanno firmato la mia Proposta di Legge, testimoniandone la validità e la trasversalità. È una proposta di legge presentata nell’aprile dello scorso anno, che nel frattempo ha raccolto tantissime adesioni e richieste di sottoscrizione da parte dei colleghi di altri gruppi e che a breve sarà incardinata nelle Commissioni Riunite Affari Costituzionali e Difesa».

Così la deputata e atleta paralimpica Giusy Versace ha commentato l’esito dell’incontro promosso nei giorni scorsi alla Camera (se ne legga anche la nostra presentazione), assieme alla collega parlamentare Matilde Siracusano, per esporre lo stato di avanzamento della Proposta di Legge a sua prima firma, denominata Disposizioni concernenti il reclutamento degli atleti paralimpici con disabilità fisiche e sensoriali nei Gruppi Sportivi Militari e dei Corpi dello Stato.

«Con questa Proposta – ha spiegato Versace – chiedo l’equiparazione dello status degli atleti paralimpici in forza nei Gruppi Sportivi Militari e nei Corpi dello Stato agli atleti cosiddetti “normodotati”. Una discriminazione, oggi, inaccettabile. Pochi sanno, infatti, che esistono delle disparità in questo ambito e che agli atleti paralimpici non sono riconosciute tutele assicurative, sanitarie, contributi o retribuzioni, come avviene invece per gli atleti “normodotati”, né tanto meno quella preziosa opportunità , al termine della propria carriera agonistica, di scegliere se congedarsi o firmare e prendere servizio all’interno del Corpo di appartenenza o del Ministero competente. Con questa Proposta, prodotta grazie ad approfonditi studi, si modifica la norma e si butta giù quel muro della “sana e robusta costituzione” che fino ad oggi non ha consentito l’effettivo arruolamento degli atleti con disabilità».

Fonte: superando.it

(lv/la)