Dopo aver perso la gamba in seguito ad incidente in moto, questo trentunenne sta ‘sperimentando’ un sistema che si attiva con un microchip. Consente movimenti come quelli naturali

PUNTA alle Paralimpiadi di snowboard del 2022 e forse anche grazie alla nuova protesi che ‘indossa’ Alessandro Ossola ce la farà. L’atleta, infatti, è stato il primo in Italia a testare il ginocchio ibrido, realizzato dall’unione di un’articolazione protesica meccanica con quella di una unità idraulica ed elettronica. Una innovazione che consente un movimento molto più fluido e simile a quello naturale. Alessandro ne è entusiasta e a Repubblica.it racconta come tutto è iniziato e i suoi progetti per il futuro.

Alessandro, 31 anni, si è sposato poco più che ventenne. Era una giornata di fine agosto del 2015 quando ha avuto un incidente di moto con la moglie Federica: “Stavamo andando ad un appuntamento per vedere una casa più grande perché avevamo in mente di allargare la famiglia – racconta – ma un’auto invase la nostra corsia facendoci cadere. Federica è morta subito davanti a me. Ho dovuto assistere al massaggio cardiaco che le hanno fatto sperando di salvarla ed è stato uno dei momenti più difficili della mia vita. Mentre ero ancora sdraiato per terra ho chiamato mia madre e le ho detto di venirmi a prendere perché stavo per morire”.

Un mese dopo Alessandro ha subìto l’amputazione della gamba sinistra. “Abbiamo tentato di fare la ricostruzione ma il paziente aveva una lesione molto seria con una grande sofferenza muscolare – spiega Bruno Battiston, direttore della U.O.C. di Traumatologia del CTO di Torino e presidente della Società italiana di chirurgia della mano. – Aveva un rischio molto alto di contrarre delle infezioni perciò si è deciso per l’amputazione della gamba”. La qualità di vita di chi subisce l’amputazione dell’arto inferiore cambia a seconda che si tratti di gamba o di coscia. In quest’ultimo caso, come quello che si è verificato per il pilota Alex Zanardi, ci sono più problemi perché le protesi non riescono a garantire una mobilità completa.

La prima protesi-base per giocare a golf

Dopo l’incidente Alessandro ha cercato di riprendersi fisicamente e poi a febbraio 2016 è andato al centro protesi di Budrio, in provncia di Bologna, per mettere la sua prima protesi e tornare ad essere libero di muoversi con più autonomia. “In questi anni – racconta – ho usato la mia protesi meccanica-base. Purtroppo, l’Asl non aiuta i giovani e rimborsa solo le ‘protesi base’, quindi se non hai molte possibilità economiche ti devi adattare al poco che ti passano con cui si cammina male e oltretutto con il rischio di cadere e l’impossibilità di praticare sport”. Nonostante ciò, proprio con questa protesi, Alessandro ha iniziato a giocare a golf d’estate e dopo un anno di allenamenti a lo scorso ottobre ha vinto il 1° premio all’Open disabili italiano di golf.

Alessandro: “Con la mia protesi high tech posso sognare le Paralimpiadi del 2022”

L’incontro con lo snowbord

Alessandro ha capito che doveva reagire. E’ sempre stato uno sportivo. Prima dell’incidente giocava a calcio a cinque. La sua famiglia e il suo amico Walter lo hanno spinto a rivolgersi al Comitato Italiano Paralimpico e alla Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici. “Da lì in poi ho iniziato a fare snowboard come sport invernale e golf come sport estivo in maniera assidua e costante, ma anche tanti altri sport per dimostrare agli altri ma soprattutto a me stesso che con una protesi non è finita e la vita continua”, aggiunge l’atleta. Così, dopo molti allenamenti, Alessandro è entrato nella Nazionale italiana paralimpica di snowboard. “A forza di impegnarmi nello sport, l’azienda Ottobock (produttori di protesi) e l’azienda Officine Ortopediche Maria Adelaide, mi hanno sponsorizzato dandomi la possibilità di provare questa nuova protesi che è un ibrido tra un ginocchio meccanico ed uno elettronico e che ovviamente non avrei potuto permettermi”.

Fonte: repubblica.it

(s.c./l.v.)