Alla Domus la riabilitazione si fa sulla neve: «Ricominciamo dagli sci»

Quando riuscire a mettersi sugli sci diventa la linea spartiacque tra il vivere e il sopravvivere. E soprattutto diventa il punto di partenza per intraprendere un nuovo cammino esistenziale, senza curarsi del fatto che il viaggio deve essere compiuto su una sedia a rotelle. È la sfida che attende alcuni pazienti in riabilitazione alla Domus Salutis di Brescia che, dopo lesioni midollari, oltre a recuperare, per quanto possibile alcuni movimenti, imparano ad essere indipendenti nella loro nuova vita da «seduti».

Uno degli stimoli arriva dallo Ski tour — 17esima edizione — promosso da Freerider Sport Events, progetto che la struttura di via del Lazzaretto, ha sposato da tempo, così come alcuni dei centri riabilitativi più importanti in Italia. Lezioni di sci, con maestro dedicato per ogni partecipante e supporto della Polizia di Stato, che si svolgono tra Madonna di Campiglio, Sestola, Roccaraso, Abetone, Tonale, Folgaria, Canazei e Bormio (monosci.it). Dodici tappe (compresa una settimana bianca) in cui si provano le attrezzature messe a punto da Teleflex, azienda specializzata nella tecnologia medica che nel tour raccoglie i suggerimenti degli sciatori per migliorare i prodotti e anche la qualità della vita di chi ne usufruisce. L’organizzazione mette a disposizione l’equipaggiamento. Ai partecipanti è richiesto un contributo per l’alloggio.

«Lo sport è tra i mezzi più efficaci per tornare alla vita attiva», spiega Carlo Bestetti di Teleflex, ricordando i quasi 1.600 sciatori «a rotelle» portati sulle piste del Freerider negli ultimi 3 anni, «a Bormio l’anno scorso siamo arrivati a 35 partecipanti in una tappa. Nel tempo qualcuno si è appassionato, ha cominciato a gareggiare seriamente ed è arrivato in nazionale. Ma il potere dello sci è quello di rimetterti al pari con gli altri. Seduto o no, scii con parenti e amici e prendi con loro gli impianti di risalita», aggiunge Bestetti. «Questo è un modo per tirare fuori di casa i nostri pazienti — spiega Michele Scarazzato, responsabile dell’Unità operativa di Riabilitazione neurologica — perché dobbiamo infondere in loro il coraggio di rimpossessarsi della loro vita e per fortuna la medicina riabilitativa ha imparato quanto sia importante lo sport per il recupero di chi subisce una lesione del midollo. Anche per questo abbiamo un’importante collaborazione con Active sport disabili».

E il recupero consiste soprattutto nel riconquistare la fiducia in se stessi dopo un cambio radicale di abitudini e possibilità di movimento. Alla Domus vengono seguiti soprattutto pazienti vittime di incidenti stradali, per la maggior parte motociclisti, di infortuni, cadute, ma ci sono anche casi di vittime delle acrobazie moderne come il parkour. Con un equipe di figure specialistiche si pensa al recupero funzionale, attraverso programmi precisi, imparando a muoversi sulla carrozzina in casa e fuori. «L’autonomia e la restituzione del paziente alla società sono l’obiettivo finale — continua Scarazzato — per questo, alle terapie tradizionali in palestra o nelle stanze attrezzate, affianchiamo le uscite con i terapisti. C’è un gruppo di pazienti che ogni settimana prende la metropolitana per andare a giocare a tennis sui campi della Forza e Costanza. Ma organizziamo anche uscite per andare e bere un aperitivo in piazza Loggia». Parola d’ordine: vita «normale».

Fonte: corriere.it

(s.c./l.v.)