Divertente, coinvolgente, alla portata di tutti. Il padel ha prima incuriosito e poi affascinato, quindi si è diffuso in tante città italiane proponendosi come attività sportiva per agonisti e amatori. Il gioco è vario e veloce, con poche e brevi pause; la racchetta può colpire la palla al volo, dopo il rimbalzo sulla superficie sintetica o sulle pareti che circondano i lati del campo. Ci si affronta rigorosamente in doppio e anche per questo è uno sport molto aggregativo. A Torino il primo campo è sorto nel 2014 e nello stesso anno nel capoluogo piemontese è nata Padel Torino, associazione sportiva istituita da Fabrizio Rostagno, Roberto e Cinzia Ferrero, tre amici provenienti da diverse esperienze lavorative e accomunati dalla passione per lo sport. «Abbiamo fondato Padel Torino con l’obiettivo di promuovere il padel – sottolinea Roberto Ferrero, presidente dell’associazione – si tratta di una disciplina facile da apprendere e divertente fin dal primo approccio. Uno sport capace di abbattere le barriere; possono praticarlo insieme giocatori con diversa esperienza, ragazzi e adulti di ogni età, atleti normodotati e in carrozzina». In questi primi anni di attività Padel Torino ha organizzato corsi di vario livello, eventi benefici locali e nazionali e due tornei aperti a giocatori con disabilità motoria.

Nella primavera del 2019 presenterà un nuovo e più grande progetto denominato “Il padel è di tutti”, inserito tra i quindici scelti da Banca Etica nel bando “Impatto + Sport e Responsabilità Sociale” con l’obiettivo di favorire l’accessibilità alla pratica sportiva. Organizzerà quindi sei corsi da sei lezioni in altrettanti circoli del nord Italia, che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa: il Monviso Sporting Club di Grugliasco, il Mondovì Sporting Club, il centro sportivo Ca’ Marta di Sassuolo, la polisportiva Madonnina (Red Padel Club) di Modena, il Padel Albaro di Genova e il Sun Padel di Riccione. «L’idea è offrire corsi con cui avvicinare il maggior numero di persone alla nostra disciplina sportiva – spiega Fabrizio Rostagno, vicepresidente di Padel Torino – il padel, in quanto sport, è uno strumento in grado di migliorare la qualità della vita; la nostra volontà è quella di renderlo accessibile alle persone con disabilità e ai ragazzi a pericolo di esclusione sociale, in particolare under 16».

Il finanziamento del progetto è iniziato con una campagna di crowdfunding sulla piattaforma “Produzioni dal basso” e con il sostegno di Banca Etica; è quindi proseguito con il prezioso supporto di varie realtà delle zone interessate dall’iniziativa, che già si occupano di temi legati alla disabilità e che favoriranno anche il coinvolgimento dei ragazzi. Con i fondi raccolti l’associazione metterà a disposizione dei partecipanti – ne sono attesi circa centocinquanta – due carrozzine realizzate specificatamente per il padel, trentasei racchette e circa mille palline; sosterrà inoltre le spese di affitto dei campi e le quote dei maestri (con qualifica FIT). «Lo sport è il più importante farmaco a costo zero esistente – conclude Cinzia Ferrero – per questo ci impegniamo in questo ambito, per diffondere la cultura del benessere attraverso l’attività sportiva».

Fonte: sportorino.com

(s.c./l.v.)