Il 27enne bolognese, con una paresi a seguito di un incidente in scooter, è stato avviato alla pratica agonistica dallo sportello “Sport e disabilità” creato dal Cip Emilia-Romagna e dall’Azienda Usl. A settembre ha vinto il bronzo nel fioretto agli Europei di scherma paralimpica di Terni

BOLOGNA – Solo 11 mesi di allenamenti e già una medaglia pesante al collo, un bronzo nel fioretto maschile agli Europei di scherma paralimpica che si sono disputati lo scorso settembre a Terni. È grazie allo sportello “Sport e disabilità”, avviato nella Casa dei risvegli Luca De Nigris dal Comitato italiano paralimpico (Cip) regionale e dall’Azienda Usl di Bologna, che Matteo Addesso, 27enne con una paresi alla parte sinistra del corpo a causa di un incidente in scooter, ha trovato nello sport una ragione per affermarsi agonisticamente, stare meglio fisicamente e stringere nuove amicizie. L’ingresso nella palestra della Zinella Scherma a San Lazzaro di Savena risale allo scorso novembre, su indicazione del suo fisioterapista e di Giuseppe Parrinello, l’operatore del Cip che gestisce lo sportello. “Avevo già provato il tiro con l’arco ma non era lo sport per me, con la scherma in carrozzina è stato amore… a seconda vista”, dice.

Il suo obiettivo iniziale era fare un’attività che lo aiutasse a stare bene e a migliorare i movimenti della gamba e, soprattutto, del braccio sinistro. Ora, la scherma “è diventata la mia passione tanto che non ho più smesso – aggiunge –. Voglio continuare ad allenarmi e a migliorarmi, non dico per raggiungere chissà quali risultati eccezionali… ma perché no?”. Intanto un primo risultato importante l’ha ottenuto: quel bronzo agli Europei “è stato una gran cosa, arrivare a medaglia in una competizione internazionale in così poco tempo è stato molto, molto bello”. Anche prima dell’incidente Matteo era uno sportivo: karate, calcio, basket, corsa. Con la scherma in carrozzina gli è tornata la voglia di rimettersi in gioco e di sentire l’adrenalina delle gare. “Quando sono arrivato alla palestra della Zinella Scherma, vedere altre persone in condizioni simili alle mie, e che comunque facevano attività sportiva, mi ha aiutato molto. Si è creato un bel gruppo, è un piacere allenarsi e andare insieme in trasferta”.

“Il grande beneficio che stiamo cogliendo – aggiunge il papà Donato – è che grazie allo sportello del Cip e dell’Azienda Usl Matteo è stato inserito in una società accogliente come la Zinella Scherma, che è frequentata anche da persone normodotate. C’è uno scambio continuo e alla pari di esperienze, senza alcun pregiudizio verso la disabilità”. “Matteo è un esempio eccezionale della validità del progetto – conclude Giuseppe Parrinello del Cip, che gestisce lo sportello ‘Sport e disabilità’ –. Ma al di là delle medaglie, lo sport sta regalando grandi soddisfazioni a tutte le persone che siamo riusciti a coinvolgere in questo primo anno”.

Fonte: superabile.it

(s.c./p.c.)