A differenza del basket in carrozzina, il torneo di sitting volley non ammette 12 squadre ai Giochi paralimpici, bensì prevede soltanto 8 nazioni partecipanti. I criteri per l’ammissione alle Paralimpiadi di Tokyo 2020, quindi, sono molto stringenti e tre posti su otto sono già occupati. Dal Giappone, naturalmente, sia maschile che femminile, come nazione ospitante, e poi dalle due finaliste dei Mondiali 2018: l’Iran e la Bosnia Erzegovina del torneo maschile; gli Usa e la Russia di quello femminile. Come si assegnano i restanti posti? Ogni competizione continentale prevista nel 2019 ha una sola slot da far valere. Quindi, accederanno di diritto ai Giochi giapponesi le vincitrici di: Europei, Giochi Paramericani, Giochi d’Asia e Giochi d’Africa. Al netto delle squadre già qualificate, naturalmente. L’ultimo posto, infine, verrà assegnato con un ultimo torneo di qualificazione ancora da programmare. Il movimento italiano femminile, agli ultimi Mondiali di Olanda, ha centrato uno storico quarto posto dietro a Cina, Usa e Russia (campione in carica), battendo ai quarti l’Olanda padrona di casa. La nazionale femminile di sitting volley italiana occupa attualmente l’11° posto nel ranking mondiale. Sopra le azzurre, a livello europeo, ci sono Ucraina, Olanda e Russia, mentre la prima squadra asiatica in ordine di ranking è la Cina, che occupa la seconda posizione. Infine, il Rwanda è la prima squadra africana del ranking (9° posto). L’ammissione della Russia come prima classificata agli ultimi Mondiali è da subordinare alla riammissione da parte dell’IPC del Comitato paralimpico russo.

Fonte: incodaalgruppo.gazzetta.it

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