La campionessa azzurra vince a Terni la medaglia d’oro nel fioretto B, così come Marco Cima nella stessa gara maschile. Al secondo giorno di gare l’Italia è seconda nel medagliere con due ori, un argento e due bronziROMA – Subito grande Italia ai Campionati Europei di scherma in carrozzina in corso a Terni. Dopo due giornate di gare, i nostri schermidori hanno ottenuto cinque medaglie (due ori, un argento e due bronzi) e sono al momento secondi nel medagliere generale.

A inaugurare la serie di medaglie, per la nostra spedizione, ci ha pensato Matteo Bettinel fioretto maschile di categoria A. Dopo aver vinto ai quarti contro il polacco Michal Nalewajek (11-9), il toscano si è fermato in semifinale contro il russo Nikita Nagaev (15-11), andando comunque a conquistare il primo podio per l’Italia a questi Europei.

Subito dopo è arrivata la prima medaglia d’oro per i nostri colori. A portarla a casa è stato Marco Cima nel fioretto maschile B. Il laziale è stato protagonista di una semifinale combattuta e in bilico sino all’ultima stoccata con il britannico Dimitri Coutya (15-14). Nella sfida per l’oro, poi, l’atleta di Vetralla si è imposto sul polacco Jacek Gaworski con il punteggio 15-13.

La seconda giornata si è aperta con il bronzo di Edoardo Giordan nella sciabola maschile di categoria A. Dopo aver vinto tutte le sfide del proprio girone, il romano ha superato il polacco Rafal Treter per 15-10 agli ottavi e il britannico Pier Gilliver ai quarti col punteggio di 15-13, prima di vedersi sbarrata la strada per la finale dall’ungherese Richard Osvath (15-8).

Il medagliere azzurro si è quindi arricchito con l’argento di Andreea Mogos nel fioretto femminile categoria A. Fatale, per la torinese, la sconfitta in finale contro l’ungherese Eva Hajmasi (15-13). In precedenza, la Mogos aveva vinto tutti gli assalti del proprio girone, quindi aveva incontrato e superato ai quarti l’altra italiana Loredana Trigilia (15-7) e in semifinale la russa Alena Evdokimova (15-6).

L’ultima medaglia, al momento, per i nostri colori, porta la firma di una delle atlete più attese alla vigilia dell’appuntamento continentale. Beatrice Vio ha infatti dominato il tabellone di fioretto femminile di categoria B, portando a casa l’ennesimo successo a livello europeo dopo quelli maturati a Strasburgo nel 2014 e a Casale Monferrato nel 2016.

Dopo aver chiuso la fase a gironi con cinque vittorie e nessuna sconfitta, la Vio ha battuto ai quarti la russa Vasileva (15-8), per poi andare a vincere, in semifinale, contro la bielorussa Makrytskaya (15-9). In finale, l’azzurra ha liquidato la russa Mishurova con un netto 15-1.

“Sono super felice di questa vittoria – dichiara Bebe – è stato bellissimo vincere qui a Terni ed è stato emozionante vedere così tanti atleti e tutto il pubblico tifare a gran voce per la scherma paralimpica”. “Ho iniziato male i gironi, mi sentivo un po’ rigida – aggiunge – sto facendo cose tecniche un po’ sbagliate ma sono comunque contenta perché si sta vedendo tutto il lavoro svolto in questo periodo”. “La semifinale con la bielorussa è stata un po’ dura ma è comunque andata bene, poi in finale mi sono gasata, anche grazie al pubblico”. “Vincere in casa è tutta un’altra storia – assicura – davvero una grande emozione: ma ora si pensa alla gara a squadre“.

“Di emozione ce n’è tantissima – ammette Andreea Mogos – e tutta questa emozione si è vista anche nell’ultimo assalto. Ero troppo carica, ho preso troppi cartellini rossi e questo mi dispiace tanto”. “Sono dispiaciuta, si, ma sono comunque contenta perché si è visto il lavoro fatto negli ultimi tempi – sottolinea l’azzurra – ora penso alla gara di sciabola e poi a quella a squadre”. “E’ la prima vera medaglia a livello internazionale – dichiara Edoardo Giordan – ho comunque confermato il trend positivo delle ultime prove di Coppa del Mondo, dove sono sempre andato a podio”. “Penso che questa sia la strada giusta per poter arrivare in alto – assicura il romano – è un bronzo importantissimo, che mi tengo stretto, anche perché ho perso contro un atleta fortissimo”. “Ora devo lavorare sugli errori commessi e cercare di migliorare il colore di questa medaglia”.

Fonte: redattoresociale.it

(s.c./p.c.)