Intervista esclusiva alla presidentessa della Società Sportiva Dilettantistica Minerva Milano che ci presenta il grande lavoro di una realtà giovane e pronta a prendere in gestione un centro sportivo nel capoluogo lombardo: lo sviluppo del calcio femminile e del calcio integrato, attraverso il progetto “Tukiki” che coinvolge ragazzi con disabilità cognitiva, è un esempio per tutto il movimento.
Concepire lo sport come uno strumento di integrazione e divertimento in grado di annientare gli ostacoli e le barriere socialmente imposti. È questa la straordinaria missione della SSD Minerva Milano, società nata nel 2016 con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento sul territorio della città di Milano per lo sviluppo del calcio femminile e del calcio integrato.

Tre formazioni (la prima squadra è in Serie C femminile) e un’iniziativa che da ottobre 2015 a maggio 2016 si è articolata con successo: “TUKIKI: diamo insieme un calcio alla disabilità”. È la storia di Federica Cappella che dopo sei mesi passati in Madagascar torna dicendo: “Voglio dare un senso alla mia vita”. E lo trova insieme a Camilla Meroni. Gli iscritti, ragazzi tra gli 8 e i 20 anni, erano tre. Ora sono 32. Tukiki in malgascio significa sorridere e la squadra non poteva che essere chiamata così. L’altra parola ricorrente è Ubuntu, termine africano usato anche da tante aziende che significa: “Io sono quello sono grazie a quello che siamo tutti insieme”, il senso profondo dell’essere umani solo attraverso l’umanità degli altri.

Parole chiave per un progetto, in collaborazione con Special Olympics Italia Onlus, nato con lo scopo di creare una squadra di calcio per disabili cognitivi di tutte le età. Oltre alle virtù socializzanti che permettono a un gruppo eterogeneo di persone di costruire una squadra-comunità sulle solide basi di amicizia, fiducia e rispetto delle regole condivise, lo sport permette anche di favorire la maturazione, migliorare l’immagine di sé e aumentare la sicurezza personale, aspetti importanti su cui lavorare, ancor più per chi soffre di disabilità.

Le attività si susseguono senza sosta tra iniziative nelle scuole, nelle università e un gemellaggio con il Sassuolo che ha consentito a molti giovani di respirare l’atmosfera del Mapei. In poco tempo l’iniziativa non è passata inosservata: il premio “Il Campione”, riconoscimento patrocinato dal Comune di Milano e dalla Regione Lombardia, destinato a chi migliora il proprio ambiente professionale o sociale e rappresenta un esempio positivo per l’opinione pubblica, ne è un esempio così come il premio “Costruiamo il Futuro” o il premio “Fratelli di Sport”, istituito dal CONI e dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Un passo avanti ancor più importante è stato fatto grazie all’aggiudicazione tramite Bando Pubblico della concessione del Centro Sportivo Dindelli, sito in via Treviglio a Milano. Un centro lasciato in stato di abbandono che va riqualificato e sulla cui rinascita punta la società Minerva: un sintetico di nuova generazione, un campo coperto per i mesi più freddi, semplicemente una casa, sono elementi indispensabili per poter riunire questi ragazzi che hanno una gran voglia di crescere insieme.

Abbiamo incontrato la presidentessa, Francesca Babusci, che ci ha fatto entrare nel cuore del progetto:

” Mi sveglio tutte le mattine con la paura per questo enorme investimento, ma ci teniamo tantissimo e vogliamo che tutto questo possa andare avanti. Vogliamo creare le basi per avere questa certezza anche in futuro, che il calcio crei opportunità e sinergia”

Gianluca Santaniello, consigliere della società, non ha dubbi:

” Anche un solo euro investito su questi ragazzi dà la possibilità di vedere miglioramenti enormi. Sport, società e cultura per noi s’intrecciano quotidianamente nella nostra futura casa”

Ecco perché sarebbe un vero peccato non credere in questa realtà giovane o lasciarla sola. Il calcio può essere inteso come uno strumento, un punto di partenza che si trasforma in qualcosa di grande: sviluppo e gioia.

Fonte: eurosport.com

(s.c./m.l.)