Terzo posto per i ragazzi a Piacenza durante il torneo nazionale “Pallanuoto per tutti”. Il team è nato da un’idea di psicologi e psicoterapeuti. “Bello provare tutti le stesse emozioni”

“AVEVO un compito molto importante, gestire nel miglior modo possibile la mia squadra”; dosa le parole Nicolò Bonsignore, 16 anni, capitano dei “Delfini Blu”, prima squadra palermitana di pallanuoto composta da giocatori autistici e normodotati, che si è conquistata un buon terzo posto a Piacenza, al primo torneo nazionale di questo genere, dal titolo “Pallanuoto per tutti”. Nicolò è uno dei sette ragazzi speciali che ha messo tutto se stesso in campo, per portare a casa il risultato. Adesso è emozionato e le parole stentano a uscire. Sorride Nicolò, poi aggiunge. “Rimanendo concentrato ho vinto la mia sfida”

La formazione dei Delfini Blu è integrata con altri cinque giocatori normodotati “prestati” da società pallanuotistiche palermitane, tre del Telimar (serie A-2) e due della Rari Nantes Palermo (serie C). “E’ un’emozione strana – dice Gregorio Messina, 17 anni – riuscire a giocare insieme con questi ragazzi, provare le stesse emozioni, impariamo anche noi qualcosa da loro, riusciamo a capire altre cose di noi, riusciamo a far parte di un gruppo meraviglioso. Siamo tutti uguali”. La squadra palermitana ha chiuso il torneo al terzo posto con una vittoria, due pareggi e una sconfitta, dietro ai lombardi della Waterpolo Ability, all’Octopus Roma, e davanti al Kosmo Piacenza padrone di casa e al Don Calabria di Verona.

Il team è nato lo scorso settembre da un’idea di psicologi e psicoterapeuti che seguivano i ragazzi autistici, tra cui Marina Bellomo, vicepresidente dei “Delfini Blu”. Un’idea sposata a pieno dai genitori dei ragazzi e dall’associazione ParlAutismo. “L’integrazione è stata naturale, la squadra si fortifica di giorno in giorno”, dice Blasco Di Maio, alla guida del team insieme a Riccardo Guaresi.

“E’ stata un’esperienza esaltante  – commentano i due tecnici -. I ragazzi sono stati bravissimi e in vasca si è creata davvero una straordinaria integrazione fra autistici e normodotati. Siamo forse andati anche al di là delle aspettative e i ragazzi sono usciti dalla piscina di Piacenza con un entusiasmo incredibile, consapevoli di avere iniziato un percorso che è solo al primo passo. Potevamo anche vincere il torneo, ci è mancato davvero poco, ma oggi è già una vittoria per tutti essere qui con questi splendidi ragazzi e la loro grande voglia e determinazione. Vogliamo ringraziare anche Massimo Giacoppo, nostro conterraneo, che è entrato pienamente nello spirito del torneo ed è stato prodigo di preziosi consigli”. Sorridono e si abbracciano tra loro adesso questi ragazzi speciali, perché l’integrazione si fa anche con una palombella.

Fonte: repubblica.it

(s.c./m.l.)