SEVESO – È la sesta finale scudetto consecutiva della UnipolSai. Dal 2013 la squadra canturina è sempre in corsa per il tricolore, questa volta al termine di una serie di semifinale fatta di sudore, errori, giornate no, fatica, grinta e determinazione. Contro un avversario che ha spinto al massimo per rientrare nelle sfide che contano, un Santa Lucia Roma che per tre volte ha provato a spodestare i biancobù, l’ultima nel decisivo match di Seveso finito 64-55 per gli uomini di coach Marco Bergna. La UnipolSai ancora una volta ha saputo risorgere, ripartendo quando le cose prendevano una brutta piega, compensando i tiri storti con una difesa impenetrabile, credendoci fino alla fine. Cifra distintiva di una stagione con molte più incognite del passato, con avversari sempre più competitivi e sorprendenti. Top scorer di gara 3 Adolfo Berdun, in campo dopo un infortunio in allenamento, anche se gli episodi decisivi sono transitati dalle mani di Alberto Esteche con la bomba del 56-52 e Ian Sagar che a +1 (2’ alla sirena) ha inventato il canestro più fallo che ha spento i sogni di Roma.

“Sapevamo che sarebbe stato difficile, Roma è venuta per darci filo da torcere – ha ammesso Bergna -, come sempre in questa serie semifinale la partita è stata altalenante con momenti di grande margine per noi e rientri da parte del Santa Lucia. Consumiamo moltissime energie in una difesa impeccabile e ogni momento di allentamento è stato pagato. Li abbiamo rimandati indietro anche quando alla fine sembravano davvero intenzionati a farci uno sgambetto: tutti i ragazzi hanno fatto uno straordinario lavoro, le rotazioni sono servite a trovare tutti pronti. Una grande impresa compiuta da una grande squadra. Ora ci aspetta una settimana di pausa che in realtà ci permetterà di spegnere per un attimo i riflettori sul campionato italiano e concentrarci sulla Champions League. Prima di pensare a Giulianova, a cui facciamo i nostri complimenti per la finale conquistata dopo 35 anni di lavoro, dovremo mettere la testa sull’Europa. Non c’è tempo per fermarsi e compiacersi, ora viene il bello e dovremo farci trovare pronti”.

In contropiede Ian Sagar inaugura le marcature, poi è Cristina Fares a portare in parità e ricarica per il 4-2 in favore del Santa Lucia. Giulio Papi per il 4 pari e, dopo un paio di passaggi a vuoto di Roma, è Adolfo Berdun a siglare il 6-4. La rincorsa non conosce sosta, Cavagnini subisce fallo dall’italoargentino e capitalizza il bottino per tornare nuovamente all’equilibrio, quando mancano 4’12’’ alla prima sirena. La difesa dei capitolini è serrata e gli spazi di manovra molto limitati ma Papi trova lo spiraglio e Ahmed Raourahi viene lanciato in volata per il 12-8 che costringe coach Castellucci a chiamare time-out (2’30’’). Con Raourahi a terra, Berdun trova il tiro del 14-10, poi Stupenengo accorcia ed è Sagar che dalla lunetta mette fine ai giochi con un ½ che vale il 15-12 con cui si chiude il quarto.

L’ultimo periodo si apre con il brivido della tripla di Vera per il 46-42, un -4 che fa rimette nuovamente in discussione il risultato. Lo spagnolo del Santa Lucia è infuocato, tira da ogni posizione e trafigge anche la retina del 48-46. Time out a 6’42’’ ancora da giocare. Giulio Papi, subentrato a Jacopo Geninazzi mette il 50-46 ma subito Stupenengo risponde. Fares rimesso in campo per gli ultimi 10’ commette fallo su Berdun ed esce definitivamente: l’argentino fa 1/2 ma poi recupera mettendo a segno il contropiede che vale il 53-48. Vera è in serata di grazia e sfrutta ancora al massimo un fallo procurato, ci pensa Cavagnini a mettere pressione per il 53-51. Papi al quarto fallo lascia il campo per Carossino. Sventato il tentativo di sorpasso dei romani, Esteche trova la tripla del 56-52, uno degli episodi che si rivelerà decisivo per la UnipolSai. Ancora Carlos Vera dalla lunetta, per la prima volta non fa il 100% (8/9 a referto) ma comunque guadagna un punto prezioso (56-53). Di nuovo lui su fallo di Raourahi per il 56-55, ultimi 2’ di gioco elettrici e la reale possibilità per Roma di prendere per il collo questa partita. L’azione che vale la vittoria passa dalle mani di Ian Sagar che si prende canestro più fallo, costringendo Muino Gamez alla panchina (59-55). Carossino fa il 61-55 con 1’31’’ sul tabellone e il timeout di Roma arriva subito. Negli ultimi 60 secondo Roma cerca di interrompere il gioco per guadagnare possessi: Esteche subisce fallo da Vera (62-55) e Berdun da Stupenendo: titoli di coda su questo match faticoso e duro, con un due liberi che siglano il 64-55 e la sesta finale scudetto della UnipolSai.

Fonte: quibrianzanews.com

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