Archivi mensili: Marzo 2018

Bardonecchia, conto alla rovescia in attesa degli Special Olympics

Dal 18 al 24 marzo si terrà la 29esima edizione della manifestazione che per la prima volta arriva nella città dell’alta val di Susa.

(altro…)

Le Paralimpiadi e la fastidiosa associazione “eroismo” e “disabilità”

Tra “poverini”, “eroi”, “santi” e i soliti paroloni che accompagnano puntualmente questo evento, in gara 27 azzurri che non chiedono altro di essere chiamati “campioni” (altro…)

Paralimpiadi, a PyeongChang l’Italia in cerca di riscatto

rispetto: 650 atleti, provenienti da 45 Paesi, che si contendono 80 titoli paralimpici in sei sport (sci alpino e di fondo, biathlon, curling, ice sledge hockey e snowboard). L’Italia è chiamata a portare a casa almeno una medaglia, dopo la brutta figura di quattro anni fa a Sochi; 26 gli atleti convocati (altro…)

Azzurri dello sci alle Paralimpiadi con l’obiettivo di “fare quello che è possibile e immaginabile”

Cosa aspettarsi dalla squadra italiana a Pyeongchang, ma anche un’occhiata al futuro dello sport paralimpico nell’intervista a Tiziana Nasi, Presidente della Federazione Italiana Sport Paralimpici Invernali

Tiziana Nasi è nata, cresciuta e vive con la tuta da ginnastica addosso, con lo sport, tra gli sport e per lo sport (specialmente quelli invernali), avendo fatto della sobrietà, della testardaggine e della pragmaticità i punti di forza che l’hanno portata a diventare una delle figure più importanti dellamontagna a livello nazionale e internazionale. Donna manager decisa mailluminata, persona schietta ma cordiale, sempre disponibile e sorridente: nel 1982, a soli 34 anni, diventa Presidente della Sestrieres Spa, società che gestisce gli impianti di risalita dell’omonima località sciistica (di cui il padre Giovanni fu sindaco per una trentina d’anni) e del comprensorio della Via Lattea.
Per noi, Tiziana Nasi è soprattutto una delle maggiori artefici dello sviluppo e della promozione degli sport invernali praticati da persone con disabilitàin Italia. Un impegno iniziato nel 1992 come organizzatrice della terza edizione dei Campionati Italiani di sci per disabili (sempre a Sestriere) e successivamente proseguito come Presidente del CIP Piemonte (dal 1997), fino alla nomina al vertice del Comitato Organizzatore dei Giochi Paralimpici Invernali di Torino 2006. Nel 2011 Nasi abbandona la Presidenza del CIP per diventare n. 1 della FISIP, Federazione Italiana Sport Paralimpici Invernali, ed è proprio per questo che l’abbiamo intervistata sulle speranze azzurre nello sci alpino, nello sci nordico e nello snowboard.

Mancano ormai pochissimi giorni all’inizio delle Paralimpiadi: per lei che è stata tra i pionieri degli sport invernali paralimpici in Italia, che emozioni prova nell’avvicinarsi a una manifestazione come questa?
Innanzitutto penso di non aver inventato nulla: i Campionati Italiani del 1992 li organizzai grazie all’insistenza di Paola Magliola, una signora biellese da tempo impegnata negli sport per persone disabili. L’unica cosa di cui mi sento davvero “inventrice” è la squadra di hockey perché nel 2006, come paese ospitante, avemmo l’occasione di essere automaticamente qualificati; fu così, in pochissimo tempo, che con Andrea Chiarotti, sempre Paola Magliola e tanti altri appassionati piemontesi creammo la squadra dei Tori Seduti. Successivamente seguirono il nostro esempio anche la Lombardia e il Trentino Alto Adige. Tornando alla domanda, l’attesa dei Giochi mi provoca, com’è ovvio, tantissima emozione. Inoltre, le Paralimpiadi 2018 coincideranno con la fine del mio secondo mandato come Presidente FISIP, che spero si concluderà nel migliore dei modi!

Com’è andato l’ultimo anno? Come arriva l’Italia ai Giochi?
Abbastanza bene perché abbiamo ottenuto dei buoni risultati nello sci alpinograzie all’ormai affermata coppia composta dal trentino Giacomo Bertagnolli e dalla sua guida Fabrizio Casal e nello snowboard dal veronese Manuel Pozzerle; indicazioni interessanti sono arrivate anche dallo snowboarder toscano Jacopo Luchini, mentre crediamo molto nelle potenzialità di Renè De Silvestro, capace di ottenere un ottimo terzo posto in Coppa del Mondo di sci alpino. Renè, atleta di Cortina, prima dell’incidente era uno sciatore di buon livello, ad oggi lo stiamo vedendo migliorare giorno dopo giorno.

Alle Paralimpiadi avrete “solo” 9 atleti: 4 nello snowboard, 4 nello sci alpino e 1 nello sci nordico. È un buon risultato o pensavate di portarne di più?
Abbiamo una squadra piccola ma compatta, frutto di una scelta fatta in modo condiviso con il Consiglio Federale e supportata dal Comitato Italiano Paralimpico. Già dopo i Giochi di Sochi 2014 ci venne detto, per il quadriennio successivo, di lavorare su giovani emergenti, su atleti di prospettiva magari non ancora in grado di ottenere grandissimi risultati nell’immediato ma capaci di garantire un futuro alla Nazionale. Come potete notare, in Corea ci saranno tutti esordienti.

Quali sono gli obiettivi per le tre discipline?
L’obiettivo è unico, per tutti: fare quello che è possibile e immaginabile.Come abbiamo detto prima, Bertagnolli e Casal stanno ottenendo risultati strepitosi e da loro ci aspettiamo molto. Per quanto riguarda gli altri, Davide Bendotti (sci alpino) è un ottimo atleta e un ragazzo serio che migliora costantemente, anche se forse è un po’ presto per immaginarlo sul podio. Nello snowboard punteremo molto sull’unità e sull’affiatamento della squadra, composta da grandi amici: in quest’ottica è molto importante il recupero dall’infortunio di Roberto Cavicchi, elemento di grande aggregazione che fa bene al gruppo. Infine, due parole sul piemontese Paolo Priolo, altissimo e magrissimo, caratteristiche piuttosto rare per uno snowboarder. Al di là dei risultati che otterremo, comunque, è importante constatare come tutti stiano lavorando sodo e ci tengano enormemente, stiamo parlando di una Paralimpiade e non potrebbe essere altrimenti.

La spedizione azzurra è composta al 50% da esordienti. L’età media, inoltre, si è abbassata notevolmente: nel solo sci alpino, ad esempio, è di 21 anni contro i 33 di Sochi 2014…siete soddisfatti di questo?
Evidentemente sì perché è perfettamente in linea con il progetto varato quattro anni fa con Luca Pancalli. Ripeto, dopo Sochi 2014 ci disse di non ragionare solo in ottica Pyeongchang ma di essere lungimiranti su un lavoro che, inevitabilmente, deve puntare alla formazione di atleti in grado di primeggiare nei futuri impegni internazionali.

Una come lei avrà sicuramente mille ricordi legati alle Paralimpiadi, ci può raccontare qualche aneddoto?
Dalla prima Paralimpiade estiva a cui presi parte, Sydney 2000, ho un ricordo straordinario di tutte le edizioni. La più bella, per motivi affettivi oltre che geografici, è stata quella invernale di Torino, in cui scommettemmo su una visione nuova della città: non dimenticherò mai la camminata, dalla tribuna al podio, con il Presidente del Comitato Paralimpico Internazionale Philip Craven tra le due ali di atleti che avevo avuto occasione di conoscere durante la promozione della candidatura della mia città. Non dimenticherò mai nemmeno i Paralympic Days che accesero di passione i volontari e la cittadinanza tutta, è bello vedere, anche a distanza di anni, la loro voglia di essere presenti alle manifestazioni celebrative.

Visto che se ne sta parlando, è favorevole ad una ricandidatura di Torino per il 2026?
Pensare idealmente ad un ventennale Torino 2006-2026 sarebbe fantastico!Sono favorevole perché sarebbe un modo non violento di organizzare i Giochi, molte cose di cui avremmo bisogno ci sono già mentre altre potrebbero essere realizzate attraverso il recupero di aree dismesse come, ad esempio, le palazzine dell’ex Villaggio Olimpico. Inoltre, si potrebbe riprendere il discorso sull’eliminazione delle barriere architettoniche, un campo in cui Torino ha dimostrato di essere all’avanguardia: ancora oggi incontro decine di persone con disabilità, sportivi e non, che mi dicono quanto sia bello trascorrere del tempo in una delle città più accessibili d’Italia.

Tornando alla parte agonistica, su cosa si può lavorare per far crescere ancora di più la FISIP e le sue attività?
Il chiodo fisso è sempre lo stesso, concentrarci sui giovani. Per farlo occorre parlarne il più possibile, farci aiutare da voi giornalisti nel divulgare il nostro lavoro e le nostre attività. Alle Paralimpiadi ci affideremo agli ottimi servizi della RAI, compatibilmente con gli orari difficili a causa del fuso orario coreano. A livello numerico, invece, avremmo bisogno di fondisti e di ragazze: sono rimasta strabiliata nel vedere la norvegese Lena Schroder giocare a hockey, dobbiamo lavorare in quella direzione.

Fonte: disabili.com

(s.c./p.c.)

Scarpadoro Ability pronta la settima edizione

Torna domenica 18 marzo a Vigevano, nell’ambito della 12° Scarpadoro Half Marathon, la corsa non competitiva di 5 km dedicata alle persone con disabilità ideata da Giusy Versace con l’associazione Disabili No Limits. Al via quest’anno anche la squadra “Volley a 4 Ruote” di Pavia

Mancano una decina di giorni alla settima edizione della Scarpadoro Ability, la corsa non competitiva di 5 km, ideata e voluta dalla campionessa paralimpica Giusy Versace e inserita nel contesto della dodicesima Scarpadoro Half Marathon. Una giornata speciale di sport promossa dalla stessa Versace (neo eletta alla Camera – ndr.), con la Disabili No Limits, l’associazione fondata nel 2011 da Giusy Versace e che ha tra i suoi obiettivi quello di sostenere e favorire la pratica sportiva delle persone con disabilità.

La Scarpadoro Ability è una corsa-camminata dedicata a persone con disabilità che si sviluppa lungo i primi 5 chilometri del percorso della mezza maratona, passando per Piazza Ducale, il Castello Sforzesco e lungo le strade più suggestive del centro storico di Vigevano. Colorati e simpatici protagonisti dei “Super Eroi”, assieme a gruppi di volontari sempre più numerosi, accompagneranno i partecipanti lungo tutto il percorso, rendendo ancora più divertente la camminata.
Quest’anno, per la prima volta, prenderà parte alla manifestazione anche lasquadra sperimentale di pallavolo in carrozzina di Pavia “Volley a 4 Ruote” che sta facendo molto parlare di sé per aver sviluppato e dato vita alla nuova disciplina del volley in sedia a rotelle.

Diverse anche le associazioni coinvolte come Anffas, Aias, Fileremo, Fucina, Quadrifogli, Oftal di Garlasco, Handbike Garage, Unitalsi e Maratonabili.

La Scarpadoro Ability – precisa una nota stampa – è una delle tappe più importanti del calendario di manifestazioni e incontri che Giusy Versace e la sua associazione organizzano durante l’anno per promuovere lo sport come strumento di coesione e aggregazione sociale, con l’obiettivo di coinvolgere quanti più ragazzi possibile, farli uscire di casa per superare timori e incertezze e passare una giornata di sport e divertimento.

Fonte: vita.it

(s.c./p.c.)

Chiara, il basket e la vita: “E’ una scuola di indipendenza”

Coltri, rimasta in carrozzina a 15 anni, tra i protagonisti di Back2Basket in Prato a Padova

PADOVA. Il basket in carrozzina come mezzo per scoprirsi ancora autonomi e indipendenti. È questa la storia di Chiara Coltri, capitano del Cus Padova e della Nazionale femminile, che Back2Basket porterà in Prato della Valle nel weekend lungo del 15-16-17 giugno.

Una storia che parla di vita prima ancora che di sport.

Il B2B, organizzato da Andrea De Nicolao e Max Franz, ha confermato anche quest’anno la presenza delle demo-partite di baskin e basket in carrozzina, rappresentato in quest’ultimo caso da Padova Millennium Basket e Cus Padova Antenore Energia. L’inclusione è al centro di una manifestazione totalizzante, in cui si intersecano le storie belle di B2B.

La prima, come detto, è quella di Chiara che al suo ruolo in campo aggiunge quelli di vicepresidente della Federazione italiana pallacanestro in carrozzina e di consigliere del comitato paralimpico nazionale presieduto da Luca Pancalli.

Originaria di Caprino Veronese, dove è nata il 25 dicembre 1987, studia Scienze politiche all’Università di Padova, ma è ormai diventata il simbolo del movimento cestistico in carrozzina e in senso lato degli atleti paralimpici.

La sua vicenda è nota. Un incidente stradale a 15 anni le ha tolto l’uso delle gambe, ma non la voglia di vivere. Chiara ha conseguito un brevetto di volo, è andata al poligono di tiro, si è messa a giocare a basket in carrozzina. E pure bene.

«Dopo l’incidente, la mia vita è stata stravolta. Quando però ho scoperto la pallacanestro in carrozzina, ho capito anche che potevo essere ancora autonoma e indipendente. Ho iniziato a spostarmi per le trasferte assieme alla squadra. Vedendo i miei compagni, compresi che ciò che facevano loro riuscivo a farlo anch’io. Ho potuto confrontarmi e consigliarmi con loro. Mi si è aperto un mondo».

Cosa le piace più della pallacanestro in carrozzina?

«Mi diverte perché è uno sport di squadra. Mi sono “innamorata” prima di tutto dell’idea di gruppo, che si riscontra sia dentro che fuori dal campo. Ognuno è chiamato a fare la sua parte e deve pensare a rendersi utile per gli altri per un obiettivo comune».

Al B2B, il sistema valoriale di riferimento è basato su cinque pilastri: costanza, miglioramento, rispetto, lavoro di squadra e talento. Il suo sport, quali valori veicola?

«Lealtà, altruismo e fiducia, che poi al Cus è anche l’urlo, che ci dà la carica prima di entrare in campo».

Lei che giocatrice è?

«Sono una strategica: dove non arrivo con il corpo, uso la testa».

Di cosa ha bisogno il basket in carrozzina per ottenere maggiore visibilità?

«Abbiamo mosso grandi passi avanti, ma servono probabilmente dei giocatori simbolo. Bisogna poi far combaciare il tutto con i risultati. Abbiamo la necessità di allargare la base di reclutamento degli atleti con disabilità. Si fatica ancora a convincere ragazzi e ragazze a uscire di casa per praticare la pallacanestro in carrozzina. All’inizio è difficile, perché è uno sport duro, di contatto. Poi, però, ti si apre il mondo di cui dicevo poco fa».

Il B2B può essere la vetrina giusta per promuovere questo sport?

«Prato della Valle è una cornice bellissima. Grazie alla sensibilità di Max e “Denik”, l’anno scorso ne è nata un’esperienza proficua. Speriamo che possa invogliare anche i giovani con disabilità ad approcciare alla disciplina e che il B2B si possa ripetere per i prossimi 30 anni».

Fonte: mattinopadova.gelocal.it 

(s.c./p.c.)

PyeongChang 2018: successo, per l’Italia del para ice hockey, nella amichevole contro il Giappone

“Un confronto che è servito a studiare sistemi e a prendere il ritmo gara”. Con queste parole il coach della Nazionale Italiana di para ice hockey, Massimo Da Rin, (altro…)

Le Paralimpiadi in tv sulle reti Rai: ecco il palinsesto completo

Per i Giochi di Pyeongchang previste oltre 92 ore di trasmissione, di cui 57 di diretta gare: i canali dedicati sono Rai2 per le gare che si disputano nella notte italiana e Rai Sport per gli altri appuntamenti (altro…)

Basket Disabili Foligno, vittoria preziosa a Termoli

Battuto il Fly Sport Molise per 27-49 | Prossimo match il 10 marzo con il Don Orione al PalaPaternesi (altro…)

Paralimpiade, ora Forza Azzurri!

Se all’Olimpiade sono state le donne a tenere alto l’onore dell’Italia, ecco l’occasione per il riscatto degli uomini: assente il gentil sesso dalla nostra spedizione, ci provano i campioni di hockey e la coppia d’oro dello sci alpino (altro…)

Torna su ↑

Torna su