Si sono conclusi domenica i Giochi Paralimpici di PyeongChang 2018, che per i colori azzurri hanno significato soprattutto il ritorno dell’Italia nel medagliere, dopo lo “zero” che aveva caratterizzato la spedizione negativa di quattro anni fa a Sochi 2014.

I protagonisti di questa rassegna sono stati naturalmente Giacomo Bertagnolli e Fabrizio Casal, capaci di conquistare quattro delle cinque medaglie italiane nella dieci giorni di gare, con due ori, un argento e un bronzo. Già eccellenti lo scorso anno ai Mondiali di Tarvisio, dove conquistarono una medaglia di ogni colore, i due giovani sciatori hanno addirittura migliorato il bottino iridato, entrando nella storia dello sport paralimpico nazionale. L’ultima atleta a vincere quattro medaglie in una stessa edizione delle Paralimpiadi invernali era infatti stata Silvia Parente nel 2006, anche lei sciatrice ipovedente, accompagnata dalla guida Lorenzo Migliari. Entrambi classe 1999, Bertagnolli e Casal sono solamente all’inizio della loro esperienza sportiva e potranno continuare a scrivere pagine importanti anche in futuro.

 Diverso il discorso per l’altro medagliato azzurro, Manuel Pozzerle, argento nello snowboardcross, che a trentanove anni ha coronato il suo sogno iniziato ancor prima dell’incidente motociclistico, visto che il veronese praticava lo snowboard sin da ragazzo. In pochi anni (l’ingresso in nazionale risale al 2014, ma non in tempo per partecipare alle Paralimpiadi di Sochi), Pozzerle ha scalato le gerarchie internazionali, conquistando podi ai Mondiali ed in Coppa del Mondo, fino all’apoteosi paralimpica. Meno fortunato, invece, l’altro snowboarder Jacopo Luchini, ventisettenne che ha chiuso quarto per pochi centesimi nella gara di slalom, dove per qualche istante ha sentito il profumo del bronzo.

Un plauso va fatto anche ai ragazzi dello sledge hockey, a loro volta quarti con onore, dopo aver perso per 1-0 contro i padroni di casa della Corea del Sud: quinta in occasione delle ultime tre rassegne iridate, la squadra azzurra ha comunque ottenuto un risultato di grande prestigio, dimostrando nuovamente di essere tra le migliori compagini del panorama internazionale, squadre nordamericane a parte. Ricordiamo, inoltre, che l’Italia non era in precedenza mai andata oltre il sesto posto ai Giochi Paralimpici.

In tutto questo, non possiamo però dimenticare di sottolineare anche una mancanza importante nella squadre italiana, ovvero l’assenza completa della componente femminile. Forse avrebbe meritato la convocazione Melania Corradini, argento nel supergigante standing a Vancouver 2010 e quattro volte medagliata mondiale, anche se i suoi risultati recenti sono stati decisamente meno brillanti. La trentenne di Cles sarebbe comunque stata un’ambasciatrice degna per lo sport paralimpico femminile, ma i difficili criteri di selezione sono stati rispettati fino in fondo, senza eccezioni. I prossimi quattro anni dovranno dunque servire a colmare questa lacuna in vista di Pechino 2022.

Fonte: oasport.it

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