Giulia Marchisio, 15 anni, dalla nascita convive con una tetraparesi spastico distonica che le impedisce di camminare e controllare i movimenti degli arti. Tranne che di un piede, il piede sinistro, un tesoro con cui guida persino la carrozzina elettrica. E se lo sport fa miracoli, in questo caso a farli è la boccia paralimpica, che permette di giocare anche a persone con disabilità gravi. Come? Giulia gioca con l’aiuto di due amiche e assistenti di gara, e con una rampa da cui tira le bocce con il piede. O con un bastoncino fissato sul casco. Un meccanismo creato dal gruppo sportivo Pegaso di Asti, la sua città, insieme alla scuola professionale Casa di carità arti e mestieri. Grazie a loro ora Giulia sogna le Paralimpiadi di Tokyo 2020. Portando con sé un consigliere d’eccezione: l’ex campione mondiale di bocce Aldo Macario

Fonte: repubblica.it