Se la prima Paralimpiade estiva è datata 1960 a Roma, la prima volta dei Giochi paralimpici invernali è stata qualche anno dopo: siamo nel 1976, a Örnsköldsvik, in Svezia, dove, dal 21 al 28 febbraio, si svolsero le gare di sci alpino e sci nordico per amputati e non vedenti mentre altre discipline furono inserite come dimostrative. Il movimento dello sport invernale, ovviamente, nacque prima del 1976, dopo la Seconda Guerra mondiale, quando tanta era la voglia dei veterani di tornare a sciare e a praticare le attività ante-belliche. In Svezia, parteciparono 53 atleti provenienti da 16 nazioni. La prima volta in cui le Paralimpiadi invernali si svolsero nella stessa città delle Olimpiadi invernali, invece, risale al 1992, a Tignes-Albertville, in Francia, quando venne inserito anche il biathlon nel programma sportivo mentre la categoria delle disabilità intellettivo relazionali, quell’anno, andava in scena nello lo sci nordico e sci alpino a livello dimostrativo. Per vedere gli sport di squadra bisognerà aspettare il 1994, a Lillehammer, in Norvegia, quando fece il suo ingresso il para-ice hockey mentre a Torino 2006 fu la volta del curling in carrozzina. Restando infine nel periodo più recente, in Russia, a Sochi, ci fu il record di biglietti venduti con 320mila ticket staccati e fu la prima volta dello snowboard paralimpico. Un nome da tenere a mente in fatto di storia degli sport paralimpici invernali è sicuramente quello dell’austriaco Sepp Zwicknagl, il primo a sperimentare lo sci con le protesi.

Fonte: incodaalgruppo.gazzetta.it

(s.c./l.v.)