Nella Storia, quella con la S maiuscola, lo sport ha spesso avuto un ruolo non secondario. L’elenco degli esempi sarebbe troppo lungo, ma basta ricordare, nella battaglia per i diritti civili degli afroamericani, l’importanza del pugile Muhammad Ali che, tra l’altro, fu privato del titolo mondiale dei massimi per aver disertato la guerra in Vietnam. Oppure, negli anni Settanta, la capacità della cosiddetta diplomazia del ping pong di aprire relazioni più distese tra Stati Uniti d’America e Cina. Per passare all’Italia, chi non ha sentito parlare del fatto che la vittoria di Gino Bartali al Tour de France del 1948 evitò la guerra civile nell’Italia postbellica? E, se vogliamo limitarci all’atletica, personaggi come Jesse Owens, un nero capace di vincere quattro medaglie d’oro olimpiche a Berlino nella Germania nazista del 1936, o Tommie Smith e Lee Evans, con il loro pugno alzato contro il razzismo sul podio dei 200 metri alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968, sono entrati nei libri di Storia. Perché hanno dimostrato quanto lo sport possa aiutare e, addirittura, mettere in moto cambiamenti radicali nella società. Partendo, a volte, da gesti molto semplici. Come quello realizzato dall’Atletica Monza e da Freemoving. La società di viale Cesare Battisti e la polisportiva di sport per disabili, nata nel 2016 e con sede proprio nel capoluogo della Brianza in via San Gottardo, infatti, hanno avviato una collaborazione dal forte impatto umano e sociale.

Da questa stagione agonistica, infatti, alcuni ragazzi ipovedenti e non vedenti avranno la possibilità, oltre al consueto allenamento con Freemoving il sabato pomeriggio, di seguire un corso dell’Atletica Monza. Questi ragazzi “speciali”, affiancati da una persona della polisportiva monzese, potranno correre e fare attività fisica sulla appena rinnovata pista di viale Cesare Battisti (ecco l’articolo). Il progetto di inclusione ha già avuto il suo avvio ufficiale. Un bimbo di 8 anni, infatti, ha svolto i primi allenamenti con gli Esordienti B della società bianconera, guidati da Martina Arosio. Ad accompagnare il piccolo atleta è stata Marta, una studentessa del Liceo scientifico “Paolo Frisi” di Monza. L’istituto ha un accordo con Freemoving legato all’alternanza scuola-lavoro. Marta, in passato tesserata per l’Atletica Monza, è solo una delle componenti di un gruppo di ragazzi che sta mettendo a disposizione parte del proprio tempo per fare da guida a giovani ipovedenti e non vedenti in diverse attività sportive. Si tratta, in maggioranza, di ex Cadetti dell’Atletica Monza.

L’obiettivo finale è avvicinare le persone al mondo della disabilità attraverso una serie di esperienze sensoriali. Per farlo Freemoving, oltre all’atletica leggera, incentiva i disabili anche nella pratica di nuoto, arrampicata, acqugym, tandem, difesa personale. Anima di un movimento che punta a far crescere lo sport paralimpico a Monza, è la presidente della polisportiva di via San Gottardo, Antonella Inga. Velocista ipovedente, specialista nei 100 e 200 metri, ma anche ottima saltatrice in lungo nella categoria T12, ha fortemente voluto creare Freemoving insieme al fidanzato Luca Aronica, non vedente. Antonella si allena proprio sulla pista dell’Atletica Monza. “A 10 anni ho scoperto di avere una malattia degenerativa della retina che negli anni avrebbe attaccato la mia vista facendola diminuire pian piano – racconta Inga – è stato proprio nello sport che ho trovato la risposta ai miei dubbi, è il mezzo più potente che esista per migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità. Lo sport – continua – come occasione per uscire di casa, per conoscere nuove persone, per sentirsi integrati e alla pari, per migliorare la propria autonomia fisica e mentale, per scoprire limiti e potenzialità di ciascuno di noi, per rafforzare un’autostima spesso minata dal senso di inferiorità”.

Tra le persone coinvolte nella collaborazione tra Atletica Monza e Freemoving, c’è Elisa Bettini (nella foto in basso), dal 2003 al 2013 eptatleta nel Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre con diverse presenze in Nazionale, poi allenatrice di 2° livello della Fidal e collaboratrice anche dell’Atletica Monza per la categoria Cadetti. “Mi occupo di sport per disabili da marzo 2016 – spiega Bettini – dopo aver fatto da guida, ho iniziato a fare da tecnico ad Antonella e da maggio 2017 sono diventato delegato regionale Fispes. In questo poco tempo mi sono accorta, purtroppo, che intorno al tema della disabilità aleggia un’ignoranza davvero enorme da parte della “società” – continua l’ex eptatleta, che ha fatto da guida ed assistente ad Arjola Dedaj, atleta non vedente, alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016 – spesso i disabili sono considerati solo e soltanto come tali e non come delle persone con pregi, difetti e soprattutto tantissime abilità”. La strada per cambiare l’approccio sociale su questo tema è lunga. A Monza un primo passo è stato fatto lo scorso 15 ottobre, quando, in piazza Trento e Trieste, c’è stata la prima edizione dell’ Ability Day, un evento organizzato dalla Fondazione Alessio Tavecchio, con la collaborazione anche di Freemoving (leggi il resoconto).In attesa che altri progetti migliorino il rapporto dei “normodotati” con la disabilità, l’Atletica Monza, in questo periodo, è impegnata anche nelle gare della stagione agonistica 2017/18. Le prime campestri, nelle categorie giovanili, hanno già visto correre tanti portacolori della società di viale Cesare Battisti. Che si sta preparando agli appuntamenti più importanti. Come il Cross per Tutti, circuito di 5 tappe, in programma a partire dal 14 gennaio a Cesano Maderno. Intanto sabato 25 novembre è ancora tempo di festeggiare i successi della passata stagione agonistica. All’Auditorium Bcc “Don Enrico De Gasperi” di Carugate il Galà FIDAL Milano 2017 vedrà premiate anche le Ragazze dell’Atletica Monza, prima società nella classifica di categoria. Sugli scudi soprattutto Sofia Giaume, seconda prestazione dell’anno nel lancio del vortex. Soddisfazioni anche per gli Esordienti A dell’Atletica Monza, quarti in classifica nel Trofeo a loro assegnato.

Fonte: mbnews

(c.a.)