Parte l’avventura: un gruppo di alpinisti si cimenterà su nuove vie di arrampicata da aprire in Perù. Tra loro anche Giovanni Foti, originario di Brescia ma di casa a Manerbio, dove vive con la famiglia. Il 45enne, libero professionista e consulente aziendale per la formazione e la sicurezza sul lavoro, nutre da sempre la passione per la montagna. Speleologo con esperienza ventennale nel Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, Foti ha abbracciato l’idea del compagno di arrampicate Pietro Rago, anch’egli bresciano, che un anno fa ha pensato ad un’impresa unica nel suo genere.

L’alpinista ha dato vita al progetto «ArrampicAnde» che prevede la spedizione da Huaraz fino ad Olleros nella valle della Quebreda Rurec, da parte di un team composto da 12 alpinisti esperti e due con disabilità. Un’esperienza unica nel suo genere che vedrà protagonisti, oltre agli atleti di lungo corso, Silvia Parente, 48enne milanese cieca dalla nascita e Kevin Ferrari, 25 anni di Salò a cui hanno amputato una gamba sette anni fa a seguito di un incidente in moto.

A capo della cordata quattro esperti alpinisti tra cui Foti, che guideranno la spedizione in luoghi nuovi e sconosciuti. «Amo da sempre l’avventura – spiega – ma questa è per me un’esperienza assolutamente nuova. Portare in spedizione persone con disabilità è una sfida entusiasmante per tutti». Altri progetti simili coniugano lo sport con la disabilità, ma la spedizione in Perù coordinata in gran parte da bresciani è l’unica al mondo a prevedere un’arrampicata in roccia su un lungo e difficile percorso sconosciuto. A fare da supporto al team di alpinisti italiani saranno le guide locali che provvederanno all’organizzazione della logistica, attraverso campi con tende dove poter pernottare. «Questa spedizione rappresenterà una sorta di esplorazione geografica – precisa l’alpinista manerbiese Foti – sarà un’opportunità per abbattere barriere legate al mondo dei diversamente abili».

Giovanni Foti insieme ai compagni alpinisti si prenderà cura di tutte le fasi di arrampicata di Silvia e Kevin, che a loro volta saranno affiancati da due esperti accompagnatori. «C’è un po’ di timore ad affrontare l’esperienza – dichiara Kevin che già da anni pratica sport in montagna e il nuoto – ma sarà un’occasione di crescita per tutti noi». Stessa sensazione anche per Silvia al suo debutto in un’impresa simile. «Non so cosa mi attende, ma tornerò certamente consapevole di aver intrapreso una spedizione davvero speciale».

Fonte: ilgiornaledibrescia

(n.s. / c.a. )