La decisione del Comitato paralimpico internazionale, che ha negato agli atleti russi la partecipazione agli eventi di qualificazione per i Giochi invernali che si disputeranno in Sud Corea nel marzo 2018. Non è però una condanna definitiva: “Le porte non sono totalmente chiuse”.

Gli atleti russi non potranno partecipare alle Paralimpiadi invernali di Pyeongchang 2018, in Corea del Sud. A deciderne l’esclusione, a partire dalle gare di qualificazione ai Giochi invernali, è stato il Comitato internazionale paralimpico. L’Ipc ha respinto all’unanimità la richiesta della Russia di poter competere ai prossimi eventi sportivi. Così resta in vigore la sospensione del Comitato paralimpico russo (Rpc), decisa il 7 agosto 2016.

La decisione è stata presa all’unanimità domenica scorsa (29 gennaio) dal Board dell’Ipc, che ha respinto la richiesta avanzata dal Comitato paralimpico russo di ammettere gli atleti russi ai prossimi eventi sportivi di qualificazione all’edizione di PyeongChang 2018. Secondo l’Ipc, il Comitato paralimpico russo “non ha ancora soddisfatto i criteri stabiliti” per la riammissione dei suoi atleti alle competizioni.

Il Comitato internazionale paralimpico ha precisato, però, che la decisione “non necessariamente chiude la porta alla possibile partecipazione della Russia ai Giochi del prossimo anno”. Se infatti il Comitato paralimpico di Mosca “continuerà a collaborare pienamente con la task force dell’Ipc e a soddisfare in pieno i criteri per il reintegro prima di Pyeongchang 2018 la sospensione sarà tolta”. Se ciò avverrà, specifica l’Ipc, sarà possibile per gli atleti russi la partecipazione agli eventi di qualificazione o in alternativa sarà possibile chiedere degli slot appositi all’Ipc per i propri atleti idonei. La precisazione fa comprendere che la possibile riammissione ai Giochi potrà avvenire anche in un momento successivo rispetto agli eventi di qualificazione, ed evidentemente concede un lasso di tempo maggiore a disposizione.

Come noto, la Russia fu esclusa da tutte le competizioni paralimpiche alla vigilia dei Giochi di Rio 2016 per lo scandalo doping che travolse la Federazione russa secondo le risultanze dell’inchiesta della Wada, l’Agenzia mondiale antidoping. Quest’ultima aveva scoperchiato un sistema di coperture degli atleti russi che facevano uso di sostanze illecite per migliorare le prestazioni sportive, un sistema di Stato che agiva secondo un mandato politico molto preciso.

Fonte: superabile.it