Dopo Assunta Legnante e la sua sorprendente vicenda vissuta da ‘big’ tra gli sportivi cosiddetti normodotati e poi nel paralimpismo, un’altra grande atleta dalla storia incredibile ha entusiasmato gli studenti molisani.

CONTRAFATTOMonica Contrafatto è una militare nota nel mondo per la sua tenacia nella vita e nello sport. Una donna spontanea, anticonvenzionale, simpatica, che a Rio ha vinto la medaglia di bronzo paralimpica nei 100 metri piani, e che ieri mattina, al PalaUnimol di Campobasso, dove si è presentata con il suo docile cocker nero, è stata ospite della sezione molisana del Comitato Paralimpico Internazionale, guidata da Donatella Perrella.

E’ stata lei la nuova protagonista del progetto “Sport a scuola, integrazione e inclusione, una sfida possibile”. Il gancio per averla alle nostre latitudini è stato ancora una volta il dinamico dirigente sportivo Stefano Ciallella, allenatore di atletica delle Fiamme Gialle che ha partecipato alle Paralimpiadi brasiliane proprio come tecnico nazionale.

Di fronte alla velocista siciliana oltre 1200 studenti dell’Itas, una folla immensa probabilmente mai vista nella struttura gestita dal Cus Molise. Il professor Umberto Anzini, anche lui del Cip e delegato regionale della Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali (Fispes) ha presentato l’ospite illustre con giustificata enfasi e soddisfazione, subito dopo aver dato la parola ai rappresentanti istituzionali politici e sportivi presenti: con la già citata Donatella Perrella, il consigliere regionale delegato allo Sport Carmelo Parpiglia, il Presidente provinciale del Coni Antonio Rosari, l’assessore comunale alle Politiche sociali, Alessandra Salvatore e il dirigente scolastico dell’Itas Marialuisa Forte.

La storia di Monica è nota, ma ogni volta che viene ricordata, è sempre un tuffo al cuore. Bersagliere del Primo reggimento dal 2006, il 24 marzo 2012 nella provincia di Farah in Afghanistan subisce con i suoi colleghi militari un’azione di guerra nella quale riporta gravi lesioni alla gamba destra. Nell’attacco muore il sergente del Genio Guastatori Michele Silvestri, mentre a Monica viene amputato l’arto ferito.
Dal letto d’ospedale in cui è ricoverata, dapprima sente che la sua vita è ormai finita, cioè che, nell’accezione peggiore dell’espressione, nulla sarà più come prima. Poi, però, scatta in lei qualcosa per cui tutto cambia radicalmente e non nell’impegno militare al servizio della Patria, che resta straordinario, da quel giorno in cui, guardando i Bersaglieri impegnati nell’operazione ‘Vestri siciliani’, decise che da grande avrebbe fatto la poliziotta o qualcosa di affine. Quello che cambia è l’approccio alla vita stessa: la determinazione che in lei è già tanta si centuplica. Guardando alla tv dell’ospedale le Paralimpiadi di Londra 2012, capisce istantaneamente che i suoi sforzi saranno indirizzati altrove, nello sport, alle Paralimpiadi appunto, magari poi arriverà pure l’oro olimpico… Un sogno raggiunto, rifulgente di un metallo diverso, come testimonia la medaglia di bronzo che porta al collo con disinvoltura mentre, con grande serenità, racconta la sua vicenda e dagli spalti del PalaUnimol scrosciano gli applausi per la donna prima ancora che per l’atleta.

“La disabilità non esiste, è qualcosa partorito dal nostro cervello e nulla più” dice Monica in un passaggio particolarmente importante del suo intervento che dura un’oretta e si conclude con una pioggia di selfie, centinaia forse.

Diretta, antiretorica, disponibile: la velocista che arriva da Gela ha coinvolto e convito tutti. Se il mondo parla di lei è per la dolce caparbietà che i suoi occhi riflettono, certo, ma anche per come riesce a comunicare con i più giovani. Monica è nata per le grandi imprese, per raggiungere i sogni impossibili e per i record, pure. Il 4 maggio 2015 è stata la prima donna soldato dell’Esercito Italiano a essere decorata. Medaglia d’oro al valore dell’Esercito, qualcosa di speciale come le altre onorificenze ricevute: Ufficiale Ordine al merito della Repubblica Italiana, Croce d’onore alle vittime di atti di terrorismo o di atti ostili impegnati in operazioni militari e civili all’estero, Medaglia d’oro al valor civile della Regione Siciliana. E oggi, a Campobasso, forse il riconoscimento più bello: gli sguardi partecipi di oltre 1200 giovani (“mai vista una cosa simile” ha detto) che l’hanno riempita di gioia e di domande. Una mattinata che l’una e gli altri non dimenticheranno.

Fonte: primonumero.it
(m.j.p./e.v.)