Ottobre non è certo il mese ideale per un open day sul Lago di Monate ma quando le molle di una iniziativa sono volontà e passione il clima diventa un particolare trascurabile. All’appello della Polha, per la prima volta in provincia di Varese, di windsurf e sup per amputati, hanno risposto in una decina di “pazzi” che vestita la muta e sfoderato il sorriso hanno fatto tutt’uno con le tavole scivolando sulle acque del lago.WINDSURF DISABILI

OPEN DAY “Quando si è presentata l’occasione di poter organizzare questo open day non abbiamo guardato alla stagione e alle previsioni – racconta il “colpevole” dell’open day Max Manfredi, amputato di una gamba, ma portatore sano di passione e volontà -. Con la nostra presidente Daniela Colonna Preti e Duccio Maria Arrighi del Tutun Club di San Vincenzo, in provincia di Livorno, in tema di praticità e concretezza si parla la stessa lingua. Ormai da qualche anno Duccio ci ospita a Livorno alla sua manifestazione “Giochi d’acqua” e noi quest’anno abbiamo lanciato un progetto dedicato al windsurf e al sup per amputati allargato ai plessolesi che sta riscuotendo un grande successo, generando la prima regata internazionale organizzata un paio di settimane fa a in Liguria, a Diano Marina. La nostra è una attività promozionale. Con questo appuntamento varesino, in un ambiente ideale come la sede della Canottieri Monate, in riva ad un lago stupendo, contiamo di raccogliere adesioni da parte di ogni realtà del territorio. Di solito si comincia da zero, vista la partecipazione siamo felici di poter dire che iniziamo da dieci.
Non ci manca niente. Abbiamo l’attrezzatura e la voglia di fare per proporre cose nuove.
E’ uno sport accessibile a tutti, con un braccio o con due, con una gamba o con due, in massima sicurezza. L’importante è convincere e convincersi che si può fare”.
State cavalcando l’onda lunga delle Paralimpiadi che solitamente si esaurisce in poco più di un mese.

ONDA LUNGAVero. Ma prima delle recriminazioni già viste e sentite è bene metterci in gioco noi per primi affinché quest’onda positiva di visibilità e considerazione sugli sport paralimpici duri il più a lungo possibile. Sono ancora troppi i ragazzi chiusi in casa o che non capiscono di poter rinascere grazie allo sport. Contrariamente ad un passato nemmeno tanto lontano oggi i mezzi per arrivare in ogni casa non mancano. Nostro dovere è sfruttarli tutti insieme ad ogni occasione utile per informare e raccontarci. Una persona con disabilità non un poveretto. E’ una persona che può fare tutto e di più. Lo raccontiamo noi stessi da tanto tempo ed ormai ce lo dicono ogni giorno anche la tv e i giornali: porte aperte verso ogni strada, tablet e smart phone solo quando servono, per il resto appena si può si prende e si va, possibilmente all’aria aperta”.
E a proposito di prendere e “andare a comandare”.

IN SARDEGNA Sabato 12 novembre voliamo in Sardegna per una due giorni di sport e divertimento sulla spiaggia di Poetto, in collaborazione con il Windsurf Cagliari, l’Officina Tecnica Ortopedica e il Comune di Cagliari, la Regione Sardegna e siamo in attesa del patrocinio del Cip Sardegna. Oltre al windsurf proporremo il sup, il sitting beach volley, la scherma in carrozzina e il tennis tavolo. Abbiamo già ricevuto un grande riscontro da parte di associazioni e società sportive locali ma soprattutto di tanti giovani e famiglie affamate di informazioni e opportunità per figli e nipoti. Noi non siamo nessuno e non abbiamo la pretesa di essere qualcuno. Ci proponiamo per quello che siamo con l’unico obiettivo di essere utili agli altri, contagiando chi come noi ha vissuto un momento difficile ed è in cerca di un gancio per tornare padrone della sua vita”.
La Polha è già tanta roba. Non è che con tutte queste nuove idee mi vai a caricare ulteriormente la presidente, madre, nonna e molto altro Colonna Preti dandole il colpo di grazia?
“Voglio fare esattamente il contrario! Da quando tre anni fa sono entrato a far parte della Polha, Daniela mi dice spesso che mentre metto in pista un’idea ne penso altre dieci.
Ha ragione ma in ogni cosa che penso sento il dovere di mettermi in gioco io per primo. Per realizzare cose anche piccole bisogna pensare in grande. Se si comincia con il pensare in piccolo si finisce con il fare niente. Provare e non farcela è sempre meglio che star fermi a far niente. Vale per disabili e normo. Lo sport ti porta via dai cattivi pensieri e dalle cattive compagnie”.
E chi vorrebbe provare windsurf e sup ma non è pazzo abbastanza per farlo a fine ottobre?
“La stella polare è la Polha Varese contattabile tramite il nostro sito o Facebook.
Così come anche dopo la notte più buia arriva il sole, dopo l’inverno arriveranno la primavera e l’estate. Basta chiamare e ci sarà tutto il tempo per provare, scegliere e ripartire”.

Fonte: incodaalgruppo.gazzetta.it
(e.v.)