Domenica 18 settembre pazienti in dialisi e portatori di trapianto hanno avuto la possibilità di regatare al Memorial “Barbetti-Zuccheri-Laurenti di Marina di Grosseto, un’iniziativa voluta da ANED (associazione nazionale dializzati e trapiantati onlus) con gli organizzatori della regata. Tredici partecipanti, ospitati su due barche (Una vela per la vita-Bit2win, Anuska) hanno dato vita a un bellissimo evento. Il meteo ha lasciato il fiato sospeso fino all’ultimo istante, ma il sole durante l’iniziativa ha accompagnato i nostri “speciali” marinai.ANED

OLTRE LA MALATTIA L’imbarcazione “Una vela per la vita-Bit2win”, con al timone lo skipper Oris D’Ubaldo (trapiantato di rene) ha portato con sé l’esperienza di chi è riuscito, sulla sua pelle a superare il difficile momento della malattia con forza e tenacia grazie al trapianto ed al ritorno alla vita quotidiana. «Ho ereditato la passione per la vela da mio padre e svolgo quest’attività con amore e dedizione rivolgendomi soprattutto ai giovani». Anche Marco (dializzato e appassionato velista) Raffaele (trapiantato di midollo) e Raffaele (trapiantato di rene) presenti su questa imbarcazione.

A bordo della seconda imbarcazione “Anuska” , invece, sono saliti lo skipper Fabio D’Ubaldo, che ha donato il rene a Oris, dando in tal modo per la seconda volta la vita al proprio figliolo. A bordo di Anuska anche Marco (trapiantato di rene) .

TRAPIANTI A bordo delle due barche anche accompagnatori, amici dell’associazione e medici. Una bellissima novità anche per loro che mai erano saliti su una barca a vela. La regata, dedicata a tre grandi appassionati della vela, maremmani veri, come Francesco Barbetti, Marco Zuccheri ed Anacleto Laurenti, spinta dall’entusiasmo oltre che dal vento, ha visto i due equipaggi vincere sulle barche iscritte. L’arrivo appaiato delle due imbarcazioni ANED ha reso ancora più bella questa iniziativa , nata con due scopi principali : di diffondere la cultura della donazione, dimostrando che grazie ad un trapianto la vita continua, e coinvolgere i pazienti in dialisi ad uscire e non sentirsi “in gabbia” della dialisi, e nonostante tutto ritrovare la forza per fare quello che fanno anche le persone considerate “sane”. La regata ha assunto quindi un significato “solidale” teso a sensibilizzare l’immagine dello sport come motore di vita che continua anche dopo un periodo negativo e di sofferenza.

Fonte: incodaalgruppo.gazzetta.it
(e.v.)