Calano le luci e con un weekend da urlo se ne vanno anche le Paralimpiadi.

rio2016Si!!! Non l’hanno vinta, l’hanno stra dominata, mettendo in campo una straordinaria grinta, una potenza senza pari e un entusiasmo debordante. Il trio Zanardi – Mazzone – Podestà ha pedalato nell’oro, prendendo di prepotenza il primo posto nella staffetta handbyke. I tre tenori del paraciclismo hanno annichilito gli avversari, un circuito che vede l’Italia che crescere e migliorarsi giro dopo giro. Nel pomeriggio ha vinto il bronzo in volata il 22enne lombardo, Fabio Anobile nella prova su strada andando a rimpinguare il già cospicuo bottino del ciclismo.

Una medaglia di qualunque metallo sia, è sempre esaltante, deve esserlo, ma il bronzo del fioretto a squadre femminile pareva davvero un oro quanto ad emozioni, quanto a vibrazioni, quanto ad intensità, agguantato in rimonta da un personaggio – copertina di queste paralimpiadi, quella Bebe Vio per la quale gli aggettivi sono in via di esaurimento. Nella finale con Honk Kong, l’atleta veneta salita in pedana per l’ultimo assalto sul punteggio sfavorevole di 38-40 ha portato il team azzurro sul 44-44 per poi con tanta grinta e tanto coraggio  sfoderare la stoccata vincente. Trascinatrice!

Altro bronzo dall’accecante lucentezza, quello di Alvise De Vidi, storia del Movimento, una sicurezza. Ennesima perla di una carriera senza limiti questi terzo posto nella 400 T51. In pista da Seul ’88, Alvise ha vinto, si è confermato, si è reinventato passando dalla sua atletica, al nuoto, al rugby per tornare all’atletica. Leggenda!

Ancora un argento per il nuoto azzurro che chiude una grande avventura con una splendida prestazione, il secondo posto di Ariola Trimi che ferma il tempo della sua 50 sl sui 40”51 nuovo record europeo.

E poi c’è la storia di Martina e Monica, la storia di una duplice vittoria, la storia dell’ennesima notte in preda a grandi e belle emozioni. Ma dietro all’oro della Caironi e al bronzo della Contraffatto c’è un intreccio dal quale non si può prescindere per mettere a fuoco questo doppio trionfo con quel grandangolo che le da una visualizzazione del tutto particolare. Quattro anni fa, mentre la tv trasmetteva le immagini delle Paralimpiadi di Londra, Monica, Bersagliere dell’esercito, vittima dell’esplosione di un mortaio in Afghanistan che le è costata l’amputazione di una gamba, segue dal lettino di un ospedale la vittoria di Martina, ripromettendosi di iniziare questo nuovo capitolo della sua vita, con un bell’approccio, dandosi obiettivi importanti. Calcare quella pista e magari salire su quel podio sarebbe stato un bel cominciare, un grande traguardo.  Soltanto quattro anni, e la medagliata di Gela, è andata ben oltre le concrete attese.

Grande pagina di un romanzo paralimpico che non finisce di stupire e di emozioni.

Per InformadisAbile
Mauro Costanzo – Associazione Volonwrite