Un tributo alla musica del Brasile, ai suoi colori, al suo popolo: la cerimonia di chiusura dei Giochi Paralimpici di Rio ha riportato al Maracanà le delegazioni e gli atleti, coinvolgendoli in un festival che è stato la degna conclusione di 12 giorni briosi e intensi, per congedarsi da quelli che sono stati definiti i Giochi della gente.

FINE RIO 2016Tutto questo senza dimenticare il dramma che ha coperto con un velo di tristezza questa edizione, proprio nelle sue battute finali: prima che lo spettacolo avesse inizio, si è tributato omaggio a Bahman, il ciclista iraniano di 48 anni deceduto sabato mattina in seguito a un incidente nella prova su strada, al Pontal.

Bahman — Prima di iniziare il suo discorso, il Presidente del Comitato organizzatore di Rio 2016, Carlos Nuzman, ha esteso le sue condoglianze alla famiglia e ai compagni di squadra di Golbarnezhad. Seguito immediatamente da un intenso minuto di silenzio chiesto da sir Philip Craven, presidente dell’Ipc. Tra i momenti istituzionali, la quattro volte medaglia d’oro a Rio Tatyana McFadden e l’atleta del gruppo indipendente Ibrahim Al Hussein hanno ricevuto il Premio Whang Youn Dai per aver esemplificare lo spirito e i valori dei Giochi. Mentre dopo essere stato fischiato nella sua breve apparizione alla cerimonia di apertura, il presidente ad interim del Brasile, Michel Temer, non ha partecipato. Eppure questi Giochi hanno saputo riscattare le negative premesse della partenza, tra lo scandalo doping che ha travolto la Russia e la crisi organizzativa della vigilia. Quattro settimane fa, le vendite dei biglietti erano ferme al 12% (con tutti i ritardi generati da questo stallo), mentre alla chiusura del parco olimpico le Paralimpiadi brasiliane sono svettate al secondo posto nella storia, dietro a Londra, con 2,1 milioni di biglietti venduti. Un passaggio di testimone importante a Tokyo 2016, che avrà una bella eredità alle sue spalle da valorizzare. Beatrice Vio è già pronta: il sorriso e la sua fierezza nello sventolare la bandiera italiana, a rappresentare i tanti volti di questa Italia bella e vincente, è la migliore promessa che in Giappone gli Azzurri ci arriveranno con la voglia di stupire e fare ancora meglio delle 39 medaglie con cui tornano da Rio.

Fonte: gazzetta.it
(e.v.)