C’era anche la fotografa pratese Azzurra Becherini tra i finalisti del concorso “Marco Pesaresi” dedicato al fotoreportage contemporaneo.AZZURRA BECCHERINI

Il suo progetto racconta di sport e disabilità attraverso una serie di scatti che documentano la straordinaria determinazione degli atleti dello “Special team” di Prato (speciali perché accomunati da una disabilità di tipo intellettivo o relazionale), catturando nell’obiettivo i loro volti e gli sforzi quotidiani che incontrano durante gli allenamenti nelle rispettive discipline, quasi sempre ripagati da risultati eccezionali, sia a livello sportivo sia sulle proprie abilità emotive e comportamentali. Il punto di vista della fotografa Becherini ha catturato gli istanti più significativi dei componenti della squadra, che si allena duramente tutto l’anno per affrontare gare, campionati nazionali e qualificarsi agli Special Olimpycs, dove fanno sempre incetta di medaglie. La giuria internazionale del concorso, che si è pronunciatai n via definitiva al Sifest festival, a Savignano sul Rubicone non ha portato Azzurra sul podio ma l’ha segnalata tra le prime 20 su oltre 200 lavori presentati.

AZZURRA BECCHERINI 2«E l’unico concorso in Italia che investe sui progetti ed essere arrivata in finale è già un bel traguardo», dice. «Il premio mi avrebbe permesso di concludere questo percorso iniziato con gli atleti dello Special Team di Prato dandomi la possibilità di accompagnarli ai giochi internazionali che si terranno in Austria a marzo e a Londra ad agosto, ma vorrei andarci indipendente dal fatto che non ho vinto i 5.000 euro in palio». Diplomata all’istituto Alinari di Firenze, Azzurra Becherini ha iniziato come fotografa di scena dividendosi tra Firenze e Milano per poi specializzarsi in fotogiornalismo, la sua grande passione.

«Lavoro su progetti di documentazione da circa tre anni – racconta – ma per la prima volta l’idea riguarda una realtà presente sul territorio. Visto che è l’anno delle Olimpiadi, ho deciso di lavorare sul tema dello sport. Ho iniziato a guardarmi intorno e per caso sono entrata in contatto con lo Special team, che tra l’altro è escluso dai giochi paralimpici, poiché vi sono ammessi soltanto atleti con disabilità fisiche. Questa cosa mi ha colpito molto e sono andata subito a parlare con il presidente dell’associazione per illustrargli il mio progetto».

«La mia più grande soddisfazione è stata conquistare la fiducia di questi ragazzi – spiega – li ho seguiti dall’inizio dell’anno durante gli allenamenti, nelle lezioni di ginnastica ritmica, nuoto, pallacanestro e bowling. E’ stato un percorso graduale.AZZURRA BECCHERINI 3

 

Devo ammettere che sono rimasta molto colpita dalla determinazione con cui si allenano quotidianamente per affrontare le varie competizioni, infatti, il loro motto è: gli atleti sono atleti. Certo, ci sono anche momenti di difficoltà, ma con il mio lavoro fotografico ho cercato di far emergere soprattuto la loro dignità di atleti e lo sport in generale».

Fonte: iltirreno.gelocal.it
(m.j.p./e.v.)