In questi giorni si parla molto dell’Italia Volley femminile, impegnate nell’ultimo torneo utile per la qualificazione alle Olimpiadi di Rio. Pochi invece sanno che c’è un’altra Nazionale, quasi invisibile, che silenziosamente e duramente si sta preparando per affrontare una nuova sfida. Loro sono le ragazze della Nazionale di pallavolo femminile sorde Under 21, che a Lodz, in Polonia, affrontano il primo campionato Europeo di categoria proposto dall’Edso (European Deaf Sports Organisation), in programma dal 23 al 28 maggio.NAZIONALE VOLLEY

Una squadra di atlete di età comprese fra i 15 e i 21 anni (con l’inserimento di una fuori quota), che con entusiasmo e impegno hanno unito le proprie capacità tecniche e sportive per rappresentare l’Italia in Europa, come ci racconta il Direttore Tecnico Loredana Bava: “Questo progetto sportivo, nato sotto l’egida della Fssi, la Federazione Sport Sordi Italia, ha avuto modo di costruire ponti fra i nostri sostenitori instaurando nuove sinergie e nuove iniziative. Positivi sono stati i contatti con le associazioni sportive e sociali, oltre la Fipav provinciale di Milano, che con il loro contributo economico hanno permesso la realizzazione di tre raduni collegiali e due partite amichevoli. Fattori che segnalano l’esigenza di incrementare una più ampia campagna di sensibilizzazione nella disciplina della pallavolo con l’ausilio dei club Fipav provinciali e regionali, dei mass media, per debellare questa scarsa conoscenza del vasto mondo sportivo sordo e auspicare nuovi confronti anche in termini di integrazione sociale.”

La squadra, che si troverà ad affrontare Ucraina, Russia e Polonia, è allenata dal coach Enrico Balletto, che afferma di non trovare differenze da altri gruppi che ha allenato: “Quello che cambia è la gestione della comunicazione, per ovvi motivi, e anche la gestione degli allenamenti, perché vedendosi poche volte e solo ai raduni, e non esistendo un lavoro complementare a quello che fanno le atlete nei loro club con ragazze udenti, bisogna necessariamente affrontare allenamenti e raduni in maniera differente.” In merito alle soddisfazioni personali, Balletto aggiunge: “È un’esperienza che mi sta arricchendo continuamente sia come allenatore che come persona e l’augurio a me stesso è di riuscire a continuare a costruire qualcosa per queste ragazze che rimanga nel tempo. Alle ragazze, invece, di continuare a impegnarsi in quello che fanno senza mai sentirsi indietro rispetto a nessuno a dispetto della loro disabilità.”

Il Team azzurro convocato dalla FSSI, che sarà accompagnato anche da Stefano Parra, consigliere federale responsabile del settore pallavolo, è composto da nove ragazze sorde, di cui cinque alla loro prima esperienza in maglia azzurra. Qui ci raccontano i sogni, obiettivi e speranze per il futuro, dandoci la possibilità di conoscerle più da vicino.

Simona Brandani,  18 anni, Grugliasco (TO), capitano, centrale: “Essere nominata capitano è un onore per me, nonché una responsabilità grande. Credo molto in questo gruppo e il confronto europeo con squadre tecnicamente più preparate ci servirà per gettare le basi di un futuro ancora tutto da scrivere.”

Alice Calcagni, 20 anni, Padova, palleggiatrice: “Il percorso di preparazione per l’Under 21 è stato forse più bello degli altri con le Over, ma solo per il fatto che essendo in meno c’è più confidenza e abbiamo da subito trovato un buon feeling. Credo che questo sia un vantaggio che ci porterà a buoni risultati sia in campo che fuori.”

Federica Biasin, 20 anni, Brescia, opposto: “Indossare nuovamente la maglia azzurra è un onore grande. La squadra è molto giovane sia di età sia di esperienza; siamo molto cariche per affrontare questa nuova sfida. C’è ancora molto lavoro da fare, ma questo non ci abbatte sicuramente.”

Serena Spanò, 23 anni, Giarre (CT), laterale: “Abbiamo affrontato un lungo periodo di preparazione durato otto mesi e la continueremo in terra polacca, infatti partiamo qualche giorno prima che inizi il campionato europeo. La prima partita la giocheremo contro la squadra di casa e non vedo l’ora.”

E a proposito delle nuove esordienti, eccole.

Katia Antonenkova, 20 anni, Belvedere Marittimo (CS), centrale: “Per me si tratta della prima importante convocazione in Nazionale e ringrazio il Team Manager per la fiducia che mi è stata data, fiducia che ricambierò senz’altro impegnandomi al massimo e con la giusta concentrazione.”

Federica Bruni, 15 anni, Ortona (CH), libero: “La Nazionale per me è un sogno che si realizza. Per me giocare con le ragazze sorde è diverso da come giocare con gli udenti, perché togliendo il mio impianto cocleare, come da regolamento, sento il silenzio e sono più concentrata. Un’esperienza bellissima.”

Clara Casini, 17 anni, Firenze, laterale: “Per me la nazionale è importante e sono felice per la convocazione. Per ora sono tranquilla e spero mantenere la calma anche là.”

Francesca  Petronini, 17 anni, Intra (VB), centrale: “Gli obiettivi che mi prefiggo sono quelli di continuare con questo gruppo che mi ha aiutato ad arricchire la mia crescita, oltre che come atleta, anche umanamente. Stando con questo gruppo mi ha permesso di sentirmi appieno nel mio essere e nella mia dimensione di non udente.”

NAZIONALE VOLLEY 2Benedetta Esposti, 17 anni, Monte Porzio (PU): “L’emozione è forte perché comincio una nuova esperienza di vita, di condivisione e di confronto con altre ragazze con sordità diverse, che però avendo lo stesso problema cerchiamo di capirci e di sostenerci in qualunque modo. Non vedo l’ora.”

Come far loro sentire tutto il nostro supporto? Sarà possibile seguire e sostenere le nostre ragazze mettendo un like sulla pagina Facebook “Nazionale volley femminile sorde”, che sarà costantemente aggiornata durante la permanenza della delegazione azzurra.

Un grande in bocca al lupo ragazze!

Fonte: paralimpici.gazzetta.it
(g.m./e.v.)