Antonio Squizzato è il campione italiano della classe 2.4mR per il terzo anno consecutivo. Il verdetto è arrivato nel fine settimana quando, nelle acque del Golfo di Napoli, il velista friulano ha conquistato il Tricolore per la stagione 2015. L’atleta della Canottieri Garda Salò ha preceduto, sul traguardo, Daniele Malavolta, della Liberi nel Vento, e Pasquale Lapera, del C.V. S. Club Pirtisco.ANTONIO SQUIZZATO

“Da un punto di vista tecnico si è trattato di una regata open, aperta ad atleti disabili e normodotati – esordisce Squizzato – a dimostrazione di quanto la vela, in maniera concreta, sia disciplina integrata”.

“Napoli è una location molto bella – spiega il velista azzurro – un campo di gara difficile, in cui la mancanza di vento e le temperature al di sopra della media hanno reso più complicate le gare ma questo, bisogna dirlo, è anche il bello della vela, il fatto, cioè, che le variabili siano molte e che non hai mai un campo uguale all’altro”.

Entrando nel dettaglio delle gare, Squizzato racconta: “Il primo giorno di regate ho ottenuto due primi posti, secondo e primo nel secondo giorno di gare e tre successi nell’ultimo giorno, quando sono sceso in acqua in forma e molto concentrato, interpretando bene il campo”.

“Sono molto contento di questa vittoria – ammette il portacolori della Canottieri Garda Salò – vincere non è mai un fatto scontato e la soddisfazione per aver portato a casa questo Tricolore è tanta”.

“Vengo da una stagione in cui, con la Federazione, abbiamo compiuto un importante percorso di crescita, soprattutto rispetto allo scorso anno – commenta Squizzato – prima del titolo italiano ho ottenuto, a Valencia, la medaglia di bronzo ai Campionati Europei”.

“Sono molto soddisfatto per aver conquistato il terzo gradino del podio nella massima rassegna continentale – aggiunge l’azzurro – in ambito internazionale il livello è decisamente alto e portare a casa una medaglia è un grande risultato”. “Sono un po’ meno soddisfatto, però, della mia regata – aggiunge il velista – a Valencia avrei certamente potuto fare qualcosa di meglio”.

Su come si imposta e si prepara una gara, il friulano ammette: “L’aspetto mentale è importante quanto quello tecnico, le strategie di gara non posso farle a tavolino ma le imposto in base al campo: c’è una strategia di massima, prima della competizione, che studio in relazione ai miei avversari ma tutto il resto lo faccio quando sono sul campo di regata”.

“La 2.4mR è una barca che si definisce dislocante – precisa il campione italiano – è un’imbarcazione molto tattica, con una velocità limitata, 4 nodi e 10 velocità massima di bolina, in cui la tecnica è un aspetto fondamentale”. “Considerata la velocità ridotta la strategia è un aspetto fondamentale – prosegue Squizzato – interpretare bene il mare, quindi, fa la differenza in gara”.

Fonte: superabile.it
(s.r./e.v.)