Ci sarà un tassello friulano di fondamentale importanza nella Nazionale italiana di basket in carrozzina che, dal 28 agosto al 6 settembre prossimi, sarà protagonista a Worcester in Inghilterra all’Europeo della specialità. Disciplina che ha già visto gli azzurri trionfare in passato, nel 2005 a Parigi e quattro anni dopo ad Adana in Turchia, grazie anche allora al contributo del pagnacchese purosangue Fabio Bernardis.

Quarantenne, autentica forza della natura grazie ai cromosomi eraditati da papà Elio, vocato “Ruspa”, è il non dimenticato difensore centrale della Tarcentina e del Pordenone degli anni d’oro.

Proprio con il calcio, che lo ha visto vestire prima del 2000 le maglie di San Daniele, Pagnacco, Colloredo di Monte Albano, Arteniese e Caporiacco, è iniziata l’avventura sportiva di Fabio, prima che un incidente automobilistico lo penalizzasse in modo irreversibile con la paralisi degli arti inferiori.

Superato l’inevitabile scoramento per l’infrangersi dei legittimi sogni di ogni venticinquenne, Fabio ha deciso di non gettare la spugna, trovando nel basket in carrozzina un incentivo per essere di esempio alle tante persone che come lui hanno pagato l’accanirsi della malasorte.

«Lo sport – è il più significativo messaggio che vuole trasmettere – mi ha aiutato in modo determinante nella ricerca e nell’ottenimento dell’autosufficenza fisica e dell’equilibrio mentale, che possono risultare compromessi dopo eventi così traumatici. Di sicuro a questa mia determinazione ha contribuito anche il fatto di essere friulano, come con mio immenso piacere ha sempre sottolineato il telecronista della Rai, Lorenzo Roata, che da molti anni è la voce delle nostre avventure sui parquet di tutto il mondo».

«Comunque – continua Fabio – voglio rimarcare come il basket sia uno dei pochi sport di squadra che i disabili possono praticare e posso assicurare che per emergere in questa disciplina ci vuole un impegno pari a quello che ci mettono i normodotati».

Da tre lustri Fabio Bernardis, che esibisce la fierezza della sua friulanità con l’aquila gialloblù tatuata sul deltoide del braccio sinistro, milita nelle squadre della massima serie nazionale alternando le stagioni alla Polisportiva Nord – Est Gradisca, alla Briantea Cantù e al Millenium basket di Padova, sodalizio con cui ha ottenuto due successi nella coppa Italia.

Ma è in Nazionale che ha raccolto le maggiori soddisfazioni grazie al doppio oro agli Europei e alle partecipazioni all’Olimpiade di Atene 2004 (sesto posto) e ai Mondiali di Amsterdam 2006 (ottava piazza) e in Corea del Sud 2014 (quinto posto).

Ora inizia questa nuova avventura nel suo quinto campionato europeo, prima del proseguimento della sua carriera agonistica lontano però dal suo adorato Friuli.

«Avevo deciso – conclude Fabio – di concludere la carriera nella mia terra, ma la decisione di Gradisca di rinunciare al campionato di serie A1 per iscriversi in B mi ha costretto ad accettare la proposta avanzatami dall’Sbs Bergamo per non precludermi la possibilità

di rimanere nel giro della Nazionale. Ho letto però, con rammarico, che il presidente di Gradisca, Carlo Cattai, ha dichiarato come la scelta della società sia dipesa dalla mia decisione di andare via e anche da quella di altri due miei compagni, ma la verità sta esattamente all’opposto».

Fonte: messaggeroveneto.geolocal.it

(m.p.)