Il Team Garpez ha confermato i suoi piloti disabili e sta preparando la stagione 2015 in vista del Mondiale di Pont de Vaux, in Francia, alla fine di agosto: un appuntamento da non perdere. “pochi sport permettono un’inclusione totale come il quad”.

In sella a quattro ruote per sentirsi vivi. Tra adrenalina a mille e divertimento puro. Sono queste le emozioni che nel 2007 hanno spinto Andrea De Beni a fondare il Team Garpez, la prima e unica squadra italiana di corse in quad formata da soli piloti disabili. Insieme a lui, che ha una protesi a una gamba, ci sono altri quattro appassionati: Efrem Morelli, Rossano Valenti, Stefano Cordola e Riccardo Previde Massara (tutti in sedia a ruote). E dopo il Campionato italiano di quadcross dell’anno scorso, la prima volta in cui un pilota disabile ha partecipato a una gara di cross organizzata dalla Federazione motociclistica italiana, o il raduno alla Night Ride di Bazzano (Bologna) – solo per citarne alcuni -, la stagione sportiva riprende con il Mondiale di Pont de Vaux in programma dal 21 al 23 agosto in Francia. A questa squadra davvero “speciale” è dedicato un servizio del numero 7/2015 di SuperAbile Magazine, la rivista dell’Inail sulla disabilità.

Il Team Garpez non è una onlus né un’associazione, ma unicamente una squadra che vuole essere “il punto di riferimento italiano per le tematiche legate a quad e disabilità”, spiega De Beni. Si finanzia autonomamente e i suoi sponsor l’aiutano con materiale gratuito e sconti. “Anche se siamo tutti disabili, non siamo per le categorizzazioni: gareggiamo alla pari insieme agli altri piloti in campionati che sono di tutti. Pochi sport permettono un’inclusione totale come il quad”, commenta De Beni. Qualunque categoria si scelga: cross, enduro, fettucciato, raduni. “Ma le gare, che per noi sono una vetrina fondamentale insieme ad altri eventi come il Motor Show, la fiera del turismo accessibile o le giornate multisport, non rappresentano tutta la nostra attività – continua -. Ci occupiamo anche di fare informazione per tutte quelle persone disabili, in media una decina l’anno, che vogliono avvicinarsi al quad: dalla normativa per la guida dei quadricicli alle patenti speciali, dall’adattamento dei veicoli fino al testing gratuito in pista. In questo, il fatto di essere un gruppo di piloti sparsi qua e là per l’Italia rappresenta un vantaggio. Il quad, poi, è uno di quei mezzi che consente una totale autonomia (le persone in sedia a ruote riescono a salirci e scendere senza l’aiuto di nessuno) sia che lo si usi per correre sia che lo si utilizzi per andare a fare la spesa”.

Andrea ha acquistato il suo primo quad a 25 anni e pochi mesi dopo ha cominciato a praticare enduro tutti i weekend. “Nel 2007 le prime gare: l’entusiasmo creatosi attorno a queste partecipazioni iniziali mi ha portato a fondare il Team Garpez”. Ora si allena solo una volta a settimana, come in media anche gli altri piloti. “Scegliamo di correre in base ai nostri impegni familiari, lavorativi o di salute e ci prepariamo, ciascuno per conto proprio, sulle piste da motocross più vicine a dove abitiamo. Per il resto, facciamo tutti tanto sport”. L’unico neo? “Il quad, purtroppo, è una passione costosa: un quadriciclo sportivo nuovo costa circa 10mila euro, a cui vanno aggiunti il cambio elettronico a manubrio per chi ha una disabilità motoria e la manutenzione da gara”.

Ecco la prima squadra italiana. Andrea De Beni, classe 1979, sposato e con due bimbi piccoli, vive a Capriglio (Asti) e lavora in banca. A causa di una ipoplasia femorale congenita alla gamba inferiore destra, necessita di una protesi per poter camminare e guidare. Lo sport al quale è più legato è il basket, giocato sempre insieme ai “normodotati” e con buoni risultati (a 16 anni ha militato nelle giovanili di serie A dell’Auxilium Torino). Efrem Morelli, nato a Crema nel 1979, ha una paraplegia permanente a causa di un incidente. Ex pilota professionista di motocross con all’attivo diverse partecipazioni al Campionato europeo, attualmente fa l’imprenditore ed è anche nuotatore della Nazionale italiana paralimpica (due Mondiali e una Paralimpiade) dopo una parentesi agonistica di due anni nel canottaggio. Rossano Valenti, classe 1973, vive in provincia di Arezzo ed è paraplegico per via di una lesione midollare provocatagli da un tumore. Dipendente di un’azienda di presidi ospedalieri, è anche pilota di auto da corsa, go-kart e velivoli ultraleggeri a motore, nonché socio della scuola di volo per disabili “Baroni rotti”. Scia e gioca a pallamano in carrozzina. Il suo motto? “Poco importa la differenza, la passione resta la stessa”. Stefano Cordola, nato nel 1978, abita a Villlarbasse (Torino) e ha una paraplegia incompleta dovuta a una caduta durante una gara di motocross. Ex pilota tesserato della Federazione motociclistica italiana attualmente disoccupato, le soddisfazioni più grandi gliele hanno date «il fango e la polvere». Ora gioca anche a tennis in carrozzina: “Non mi dà le stesse emozioni della moto, ma mi aiuta a riempire il vuoto rimasto”. Infine, Riccardo Previde Massara, studente universitario di Vigevano (Pavia), classe 1980, è paraplegico da trauma. “Sono appiccicato alle moto da sempre, fin da quando ero piccolo. Non ho mai corso in realtà, o almeno non ho mai fatto niente di agonistico prima del quad. Ho sempre guidato moto da strada e per anni non ho avuto l’auto. Ho fatto un milione di chilometri in vita mia e ora ho voglia di farne altrettanti”. (Michela Trigari)

Fonte: superabile.it

(m.p.)