I magnifici tre “liberi di sognare”. Liberi nella mente, nello spirito, nella voglia di andare oltre. Liberi in tutto. A Molinella, sul palco dell’auditorium, c’erano Nicola Dutto e Michela Brunelli sulle loro carrozzine, e Martina Caironi con il suo arto artificiale che non faceva nulla per nascondere sotto i jeans. Alla faccia dei tabù e delle barriere culturali. Dall’altra parte Paolo Genovesi, fotografo romagnolo che li ha presentati.LIBERI DI SOGNARE

LEIT MOTIVE Hanno saputo rovesciare come un calzino le loro avversità, altro che destino. Altro che pensare: non ce la faccio, sono in difficoltà, “cosa vuoi farci, sono fatto così”. L’hanno raccontato sul palco e anche ai 200 studenti delle terze classi della scuola secondaria di primo grado e dell’ITC di Molinella che hanno potuto ascoltare anche il nuotatore Nicolò Bensi e il professor Antonio Zucchini. Storie di medaglie olimpiche (Martina, Nicolò, Michela) e di corse nel deserto, ma anche storie di difficoltà quotidiane, sempre superate grazie al vedere positivo. Gioia e commozione quando è salita sul palco anche Federica, un’alunna con disabilità dell’ITC che, grazie ad un progetto voluto dalle insegnanti e sostenuto dal CTS (Centro Territoriale di Supporto) di Bologna e dalla responsabile Grazia Mazzocchi, ha potuto partecipare insieme alla sua classe.

SEMPRE AVANTI Grande lezione per tutti e guardare sempre avanti, perché, come dice Nicola Dutto, “quando guidi la moto, mica puoi voltarti indietro”. E così deve essere nella vita, citiamo anche Michela Brunelli: “Fai quello che puoi ma nel miglior modo possibile”.
L’incontro è stato organizzato dalla Farmacia Sgarbi di Molinella con il Patrocinio del Comune di Molinella; ordine dei Farmacisti di Bologna; ordine dei Medici di Bologna; Centro Protesi Inail di Vigorso e Federfarma Bologna.

LIBERI DI SOGNARE Liberi di Sognare è anche il titolo del libro di genovesi. Racconta storie, normali, eccezionalmente normali. Storie di sport che abbatte le barriere, si fa beffa dei tabù, sa rialzarsi dopo le cadute più violente, storie di ragazzi che avevano un sogno e non l’hanno accantonato nemmeno quando il destino ha provato a mettersi di traverso. Storie di medaglie, paralimpiadi, emozioni iridate. Ma non solo. C’è l’amore per lo sport, in queste immagini e in queste storie intense, ma c’è anche quello per la vita di tutti i giorni, che scorre lontano dai riflettori. E c’è anche un valore comune. Difficile da raccontare, se non si prova a capire. Eppure meraviglioso, nella sua lucidità. È la certezza di aver trovato, una volta usciti dal buio, nuove opportunità, spesso inaspettate. Una vita per tanti versi più ricca. Una strada da seguire, sapendo che in fondo ad ogni tunnel arriva sempre la luce.

Fonte: incodaalgruppo.gazzetta.it
(e.v.)