La parola magica è sitting. Seduti, tutti giù per terra. Che significa tante cose in una: differenze annullate, barriere abbattute. Tutti normodotati, tutti con disabilità.

SITTING CESENAUn po’ e un po’: ognuno – con le proprie proporzioni – in fondo lo è. Impossibile rimanerne indifferenti. Se poi hai nelle corde la cultura paralimpica, vai oltre. Ne sa qualcosa Monica Tartaglione (nella foto con Ivo Parmeggiani), allenatrice del Volley Club Cesena. Che quando l’ha incontrato, è rimasta illuminata dal sitting volley. Per la 33enne di Forlimpopoli – terra del tutto: colline, mare e appennini – è stato colpo di fulmine. Tant’è che ora un corso lo farà lei.

Monica, era giugno 2013 durante un campionato Under18 con le Acli che ospitava anche un corso introduttivo su questa nuova disciplina. Cosa ti ha colpito di più?
“Sì, ero a Latina per il torneo annuale nazionale acli, insieme ad altri 3 colleghi. In quei giorni, Benito Montesi e Luigi Bertini introdussero il sitting volley a noi corsisti. In palestra seduti per terra, arrivò “illuminazione” era faticoso, servivano capacità coordinative e una buona struttura muscolare per giocare. Quando comprendi che questo sport è funzionale alla pallavolo e unisce atleti normodotati e disabili, non puoi rimanere indifferente”.

Certe favole spuntano dal guscio e diventano realtà quando meno te l’aspetti. Al punto che ora il corso sperimentale di sitting, nella palestra di Villa Chiaviche di Cesena, lo farai tu dal 29 Gennaio vero?
“Sì, dal 29 Gennaio io e la professoressa Elisabetta Piraccini, collega e amica da oltre venti anni, proveremo ad introdurre un corso, siamo i primi in provincia, grazie alla collaborazione tra la mia società, il comune di Cesena e gli enti Fipav, C.I.P. , Us Acli della provincia di Forlì-Cesena”.

A chi è rivolto il corso e quanti sono gli iscritti? Dove si terrà? Fino a quando?
“A tutti dai 14 anni in su. Gli iscritti per il momento sono sei, di cui un atleta amputato, altre ex atlete del nostro consorzio e qualche appassionata che ha deciso di provare questo sport. Ci auguriamo che il numero aumenti, ma non potevamo aspettare ancora, anche se siamo pochi, l’importate era partire. Saremo a Villa Chiaviche di Cesena, vicino all’ingresso dell’autostrada, proprio per agevolare le persone che arrivano anche da fuori. In via Recoaro, presso la palestra delle scuole elementari. Inizieremo con 4 allenamenti al Giovedì dalle 19,15 alle 20,30 in maniera gratuita e se il riscontro sarà positivo andremo avanti. Abbiamo anche cominciato a creare una rete di eventi, sotto forma di partite con altre società che appartengono al Romagna in Volley, per stimolare gli atleti non solo ad allenarsi, ma anche a provare l’emozione di una gara”.

Il consorzio Romagna in Volley, di cui fa parte la tua società, collaborerà con le associazioni per persone con disabilità così come le associazioni mutilati civili e sul lavoro, i centri protesi, i centri riabilitativi e le altre associazioni che operano con la disabilità. Insomma, un importante lavoro di rete per sensibilizzare a 360°…
“La strada è lunga, ci proviamo, siamo agli albori. Il reclutamento non è facile, anzi è la prima barriera da abbattere, noi ci auguriamo che gli enti specializzati ci diano una mano a divulgare questa piccola, ma grande opportunità. Noi cercheremo di fare del nostro meglio, un passo alla volta. Ma ci crediamo”.

Il sitting sta crescendo: disciplina paralimpica proprio da quel 2013, dal 3 al 5 Gennaio, a Falconara, è nata anche la prima Nazionale maschile. Anche corsi come questo contribuiscono a farlo conoscere ulteriormente. Cosa ti aspetti da questa nuova esperienza?
“Certamente, una nazionale è nata a Falconara, costituita solo da atleti disabili, un bel risultato, ma un punto di partenza, perché per sostenere una nazionale, c’è bisogno di una rete attiva che proponga il sitting nelle città attraverso le società d pallavolo, per diffondere il più possibile questa disciplina paralimpica. Il nostro primo passo è formare una squadra mista (uomini e donne, normodotati e disabili), ma in futuro ci auguriamo di costruire anche una squadra giovanile, per noi del Volley Club, con 750 iscritti dove l’ 80% è formato da atleti under 18, è un obiettivo primario anche se ancora lontano, magari chissà, un nostro futuro atleta potrebbe indossare la maglia della Nazionale e noi offrire un servizio sportivo a 360 gradi”.

Al di là del sitting, cos’è per Lei lo sport?
“Lo sport è una medicina. Non lo dico io ma persone molto più qualificate di me: è una cura per lo spirito e il corpo. A tutti i livelli il movimento è salute. La salute è un diritto, lo sport se praticato in maniera sana ed etica è un valore aggiunto alla vita. Un bambino o un ragazzo quando esce dalla palestra a fine allenamento e mi dice, “ ma come è già finito?” mi riempie di gioia. Torno a casa a sera con il sorriso sulle labbra. Mica poco a fine giornata”.

Fonte: incodaalgruppo.gazzetta.it
(e.v.)