“Ho una tetraparesi spastica ma anche … 2 lauree: in filosofia e lettere, 110 e lode”. Ed ha anche quella sana ironia che lo fa viaggiare. O meglio, lui che è campione tricolore Hansa 303, di veleggiare. Dove vuole, nei porti che desidera raggiungere. Enrico Carrea il vento ce l’ha dentro di sé. Soffia impetuoso e spazza via le difficoltà motorie. Nella rosa dei venti lo potremo battezzare “se si vuole, si può”.

 

Enrico, è uno slogan che ti appartiene no?

“Non sono il primo ad affermare che volere è potere ma sicuramente quando mi metto in testa qualcosa faccio di tutto per realizzarla. Perché, vedi, indubbiamente tutti abbiamo dei limiti oggettivi, ma altrettanto indubbiamente molte volte noi i nostri limiti ce li creiamo e ci blocchiamo dove invece potremmo essere liberi e provare a vivere meglio sperimentando nuove emozioni e nuove esperienze di vita”.

 

Non hai “solo” due lauree ma anche un titolo tricolore conquistato lo scorso anno nella classe Access303: cos’è, per te, il mare? Perché hai scelto la vela?

“La vela l’ho scelta perché è l’unico sport in cui ci si misura ad armi pari con atleti normodotati e poi perché dà moltissime emozioni: il contatto con forze della natura come il vento, il mare, il sole, tocca corde profonde e primordiali dell’animo umano. Quanto al mare, scrivo poesie, perciò permettimi di risponderti con questo mio componimento”.

 

Hai anche il ruolo importante di addetto stampa del Cip del Liguria: quando conta sensibilizzare per superare le barriere? Quante barriere sono state superate? Quante ne mancano da oltrepassare?

“La gente vintage come me sa bene che attualmente c’è molta più attenzione verso il mondo della disabilità rispetto a cinquant’anni fa. Molte barriere mentali sono cadute e altrettanto quelle architettoniche. Tuttavia ancora molto resta da fare. Molti disabili hanno difficoltà a uscire e praticare un sano sport spesso è un’impresa troppo ardua. Ecco, credo che lo sport possa essere un grimaldello per far socializzare insieme disabili e normodotati, affinchè insieme possano trovare modi di vivere rispettosi delle diverse esigenze e possibilità di ciascuno di  noi, in particolare della persona con disabilità. È evidente che in tale ottica un discorso di sensibilizzazione è fondamentale”.

 

Ti senti di inviare un messaggio a chi, racchiuso nella propria disabilità, fatica a uscire dal guscio?

“Sono un po’ allergico a messaggi e consigli dati dall’alto. Tuttavia al disabile chiuso nei propri problemi mi sentirei di proporre una condivisione della propria situazione. Molto spesso i problemi che a un singolo paiono insormontabili, invece sono già stati risolti o quanto meno affrontati a livello di gruppo o istituzione. Inoltre, parlando ed esprimendosi, si razionalizzano le proprie problematiche e paure che al vaglio della ragione appaiono invece piccole e inconsistenti. Insomma, non abbiate paura di voi stessi”.

 

Quali le tue prossime regate?

“A fine giugno a Gargnano, sul Garda, ci sono i campionati italiani Hansa 303, ex Access 303. Punto a difendere il titolo conquistato l’anno scorso”.

 

Su che tipo di barche regati? Come superare le difficoltà motorie?

“Fino al 2005 ho regatato su barche monoposto tipo 2.4., dopo su Martin 16 e Access 303. In tutti i casi si trattava di barche inaffondabili e non scuffiabili (non si possono capovolgere, ndr). Soprattutto i Martin hanno diverse dotazioni elettroniche che permettono anche a persone con grave disabilità di  timonare la barca”.

 

I tuoi obiettivi? Il tuo sogno nel cassetto?

“Insieme ad altri, sto perseguendo l’obiettivo di dotare il mio circolo velico di un team di velisti disabili che partecipi alle regate. Invece nel cassetto c’è l’idea un po’ pazza di attraversare l’Atlantico in barca a vela sulla rotta di Cristoforo Colombo, che  era genovese come me”.

 

Ah, è vero, hai anche un blog: quali i contenuti e i riferimenti per seguirlo?

“E’ il blog del Gufo Saggio – Spam poetico e altro (www.gufosagggio.com). Siccome a tempo perso mi  diletto a scrivere poesie, lì troverete i miei parti letterari. Troverete anche canzoni, riflessioni  politiche,  battute di spirito, recensioni. Se vi va lasciate qualche commento”.

 

Fonte: incodaalgruppo.gazzetta.it