Il ciclista ipovedente norvegese,  in un giro del mondo “militante”, è accompagnato dall’olimpionica Anita Valen e altri ciclisti-attivisti

 

Gambe, fiato e tanto cuore, che degli occhi alla fine “se ne può fare a meno”. Tore Naerland è un norvegese grande e grosso che di professione fa il ciclo-attivista: gira il mondo in bicicletta per sensibilizzare sulle buone cause a cui tiene di più (dalla difesa dell’ambiente a “l’amicizia e lo scambio tra popoli e culture”), e in questi giorni è giunto in Liguria. Oggi attraverso tutto il levante con soste a Sestri Levante e tappa a la Spezia: mercoledì pomeriggio a Genova – accolto ufficialmente dalla città a Palazzo Tursi – in occasione dell’ennesima tappa di “Bike for peace”, un giro del mondo “militante” di 90 giorni organizzato per chiedere la messa al bando delle armi nucleari. Con tanti chilometri nelle gambe, una bandiera arcobaleno con la scritta “Pace” e un particolare che rende la sua avventura qualcosa di straordinario: oltre che atleta, infatti, Tore è ipovedente.

 

Praticamente cieco dall’età di 15 anni, nei suoi 90 giorni in sella contro le armi nucleari Naerland viene in realtà accompagnato da un’atleta normovedente (e che atleta: Anita Valen, nazionale norvegese e ciclista olimpica) alla guida. Pedalano in tandem: lei ci mette gli occhi, lui gambe ben allenate e la passione politica. “La vita mi ha permesso di visitare oltre 100 paesi e di fare amicizia con migliaia di persone, in una continua sfida intellettuale, spirituale, fisica – spiega il norvegese, arrivato a Genova con uno staff di sette persone al seguito – nei miei giri per il pianeta promuovo l’amicizia tra i popoli, i diritti delle persone con disabilità, la democrazia e la sostenibilità ambientale”.

 

Promossa e rilanciata in Italia da “Beati i costruttori di pace” e “Rete Italiana per il Disarmo”, l’iniziativa in corso nasce per sostenere la Campagna Ican per la messa al bando e l’eliminazione di tutte le armi nucleari dal pianeta e l’associazione Mayors for Peace (presieduta dal Sindaco di Hiroshima), “che ha come obiettivo la realizzazione di un mondo libero da armi nucleari”, continua Tore.

 

Partito da Manchester lo scorso 15 marzo, passato per i due paesi del vecchio continente che possiedono armi nucleari (Francia e Inghilterra) e dall’Italia (“che ne ospita alcune decine sul proprio territorio”, spiegano dallo staff), il grande viaggio di questo eroe della disabilità proseguirà poi il suo percorso in Cina e Giappone (a fine aprile), Stati Uniti (a maggio) e in Scandinavia, per le ultime tappe del giro del mondo di metà giugno.

 

In Italia, invece, dopo la tappa di Albenga (in scena ieri, con tanto di visita alla scuole e accoglienza delle varie associazioni di disabili della cittadina), “Bike for Peace” proseguirà per La Spezia, Pisa, Follonica, Montalto di Castro e infine Roma, dove sarà prima ricevuto in Campidoglio e poi  – “e tenteremo di farlo salire sul tandem”, scherza Tore insieme ai cicloamatori che l’hanno scortato da Voltri al centro città – da Papa Francesco. Uno che di imprese “bellissime” e “impossibili” se ne intende.

 

di MATTEO MACOR

 

Fonte:  genova.repubblica.it