Mauro Bernardi, paralizzato dopo un incidente, è il primo disabile a conseguire l’abilitazione all’insegnamento: «Sarò di esempio per tanti altri»

Per anni ha inseguito il sogno di diventare «maestro» delle nevi. Un percorso lungo e difficile per chi è costretto su una sedia a rotelle, ma quando affronta il bianco delle piste non conosce ostacoli. Così il Consiglio regionale, o meglio la Commissione cultura presieduta da Luca Ferrazzi, ha fatto avverare il sogno di Mauro Bernardi, 36 anni di Albino, stella della Polisportiva disabili della Vallecamonica.

 

Mauro da ieri è il primo maestro di sci disabile riconosciuto in Lombardia.
LA COMMISSIONE del Pirellone, infatti, ha votato all’unanimità il parere alla modifica del regolamento regionale di «promozione e tutela delle discipline sportive della montagna».

 

«È opportuno sottolineare – ha spiegato Lara Magoni, vice presidente della commissione Cultura, istruzione, formazione, comunicazione e sport in Regione – che le modifiche approvate su proposta della Giunta, nascono da un mozione approvata in Consiglio regionale sulla base del decreto governativo che ha eliminato il certificato di sana e robusta costituzione anche per gli insegnanti di sci, anche i disabili, a seguito di uno specifico corso formativo, possono conseguire l’abilitazione all’insegnamento dello sci nei confronti di atleti disabili.

 

Una buona legge da dedicare a Mauro Bernardi, 36enne di Albino, che ha perso l’uso delle gambe dopo un incidente stradale, che diventerà il primo insegnante disabile di sci in Lombardia e in Italia per allievi diversamente abili».

 

Bernardi, dopo aver perso l’uso delle gambe in seguito a un incidente stradale del 2005, è così diventato il primo maestro di sci disabile, autorizzato a insegnare e formare allievi con problemi motori. «È la realizzazione di un sogno che avevo fin da bambino – ha raccontato Bernardi – ma era rimasto chiuso in un cassetto, prima perché era troppo costoso, poi per via dell’incidente che ha cambiato la mia vita».

 

In Italia, fino all’ultima decisione della Commissione regionale, l’abilitazione professionale era preclusa a chi non poteva presentare un certificato di sana e robusta costituzione. Tra l’altro l’atleta della Polisportiva disabili della Vallecamonica negli anni scorsi si era diplomato nella Repubblica di San Marino ma non aveva mai potuto vantare titoli per utilizzare il brevetto sulle sue nevi.

 

«Molti dopo questa vittoria prenderanno coraggio – ha sottolineato il neo maestro -. Ora potrò insegnare e formare altri maestri con disabilità a fare altrettanto. E non sarò solo, perché c’è già un ragazzo che sta seguendo il mio percorso e molti che dopo questa vittoria prenderanno coraggio».

 

Tra i primi a sostenere il sogno di Mauro è stato l’assessore regionale allo Sport, Antonio Rossi. «Maestri che possono e sanno educare allo sport superando anche gli ostacoli fisici – ha rimarcato pensando al coraggio e alla forza del giovane bergamasco -, sono un valore per tutto il mondo sportivo». Del resto anche il corso superato a San Marino non era stato una passeggiata: 900 ore di lezioni teoriche e pratiche, condite da fatica e pianti. «Mi sento libero – ha spiegato Mauro -. Non c’è nulla di più emozionante che sentire il vento sul viso e il bagnato della neve a ricordarti che sei vivo…».

Giuseppe Spatola

Fonte: bresciaoggi.it