il Judo offre ai ragazzi disabili di apprendere con il corpo ciò che la mente fatica a capire

Concluso oggi il ciclo di incontri annuali che da oltre 15 da la possibilità di provare e praticare il judo ad un gruppo di ragazzi seguiti dalla Cooperativa il Cerchio.

Il principio e’ stato sempre quello del judo per tutti in una logica di pari opportunità senza addentrarsi nell’erogazione di servizi specialistici partendo da un modello di Judo-adattato presente fin dalle origini di questo sport giapponese.

il Judo offre ai ragazzi disabili di apprendere con il corpo ciò che la mente fatica a capire, la scoperta delle doti fisiche, il contatto con i compagni e gli istruttori diventano esperienze importantissime. L’utilizzo del proprio corpo e della “forza” diventato esperienze indimenticabili la cui memoria rimane nel tempo.

Il judo quindi non solo sport olimpico ma anche e soprattutto “sport educativo” nel metodo, voluto dal fondatore Jigoro Kano per allenare corpo e mente ad un migliore impiego dell’energia in un clima di collaborazione, rispetto e reciproco aiuto senza la ricerca esasperata di una medaglia.

Pur essendo il Judo uno sport individuale, nel confronto leale con un compagno si ha possibilità di crescere ed acquisire maggior sicurezza in noi stessi e grazie agli altri s’innesca un processo d’interazione dove chi è più avanti mette a disposizione il suo saper fare per la crescita dell’altro in uno spirito di mutuo benessere.

Un ringraziamento dichiara il tecnico del Club Leonardo Perini va alla Cooperativa il Cerchio e agli operatori sempre disponibili, all’Aias che da anni finanzia il progetto, a tutto lo staff tecnico che supporta l’iniziativa a Angelo Perini e Giancarlo Testaguzza per la preziosa presenza e collaborazione, ma soprattutto al calore e allo stimolo che i ragazzi ci offrono.

 

Fonte: tuttoggi.info