L’associazione punto di riferimento romano e nazionale per gli sport per disabili sotto la scure dei tagli che la fondazione ospedaliera è costratta ad operare causa crisi. Per tanti disabili, sopratutto ragazzi, sarà difficile fare sport

 

E’ certamente una se non l’unica associazione sportiva di Roma a poter vantare un palmarés degno del Real Madrid. Venti titoli nazionali, dieci coppe Italia, tre coppe dei Campioni, tre Supercoppe italiane.

 

E’ il Santa Lucia Basket in carrozzina, il fiore all’occhiello dell’associazione sportiva Santa Lucia gestita dalla Fondazione ospedaliera omonima ad alta specializzazione per la riabilitazione neuromotoria.

Ma non solo il basket in carrozzina; il Santa Lucia eccelle, nella sezione sportiva agonistica, anche nel nuoto, dove la sua squadra ha appena conquistato l’alloro nazionale.

 

Insomma, a Roma ed in Italia se si parla di sport per disabili a livello agonistico il riferimento è il Santa Lucia. Ma la crisi morde, e non risparmia nemmeno un’eccellenza del genere. La Fondazione cui fa capo la sezione sportiva, è costretta a far quadrare i conti ed i bilanci per mantenere viva la parte ospedaliera, anch’essa comunque costretta a tirare la cinghia.

 

Il drastico ridimensionamento dei programmi sportivi, incide in maniera decisa sul settore giovanile. Il Santa Lucia offre gratuitamente ai bambini e ai ragazzi della Capitale affetti da disabilità temporanea o permanente, la possibilità di praticare sport nel percorso terapeutico e riabilitativo. Se il settore giovanile dovesse chiudere, a Roma sarà impossibile trovare qualcosa anche di lontanamente paragonabile con ciò che offre, gratuitamente, il Santa Lucia.

 

Il tutto dopo aver già ridotto in maniera netta gli investimenti per le prime squadre, che dal prossimo anno agonistico non saranno più le schiacciasassi di sempre.

 

Di qui dunque l’appello ad istituzioni pubbliche (Comune e Regione in primis) e private che attraverso le sponsorizzazioni, al momento assenti, possano fornire il sostegno economico necessario.

 

Il Santa Lucia Sport è attiva dagli anni ’60 e ha messo in pratica, cosa rara nel paese “reale”, l’articolo tre della nostra Costituzione che recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

 

Salvare il Santa Lucia sport sarebbe il segno che questa nazione ha ancora a cuore i più deboli.

 

Fonte: rsnews.it