L’attività sportiva nelle ore scolastiche deve essere un diritto anche per gli studenti disabili. Negli Stati Uniti la recente direttiva del dipartimento educativo dell’amministrazione Obama è già stata paragonata a quella adottata quarant’anni fa con il famoso Titolo IX che assicurò la parità agli studenti dei due sessi. Una svolta che diede anche un’opportunità unica alle atlete: praticare sport, alla pari dei colleghi maschi.

 

Questa volta tocca agli studenti con disabilità. “Lo sport può fornire preziose lezioni di disciplina, abnegazione, passione e coraggio e attraverso questa direttiva si possono aiutare le scuole a far sì che gli studenti con disabilità abbiano pari opportunità per trarre beneficio dalle lezioni di vita che apprendono attraverso lo sport”.

 

Sono queste le parole con cui, Arne Duncan, ex cestista e dal 2009 Segretario dell’Istruzione degli Stati Uniti, ha presentato il provvedimento. Nel 1973, con il Rehabilitation Act e l’Individuals with Disabilities Education Act, il governo federale di Washington imponeva agli stati membri di fornire educazione pubblica a tutti gli studenti, senza discriminazioni, minacciando di interrompere i fondi pubblici federali a quelle scuole che avessero escluso gli studenti con disabilità.

 

Con la storica decisione presa nei giorni scorsi, il governo Obama stabilisce che lo sport è parte integrante di quel fondamentale diritto a non essere discriminati e per questo ordina alle scuole di porre in atto tutte le misure che consentano a chi ha una disabilità di poter partecipare alle gare del proprio istituto, quando e dove questo è possibile, oppure poter praticare sport con un programma specifico per loro.

 

Chissà se il successo delle scorse Paralimpiadi di Londra abbia dato un’accelerata alla decisione del governo americano. Lo sport è importante nella crescita delle persone, anche di quelle con disabilità fisica, sensoriale o intellettiva. La scuola a stelle e strisce sembra averlo capito benissimo. Lo stesso, purtroppo, non può dirsi per il sistema d’istruzione italiano, povero di attività sportive (e non solo), specie per chi ha una disabilità.

 

Un tema che dovrebbe entrare nell’agenda del prossimo governo, qualunque esso sia. Al momento, però, la disabilità, cosi come altri importanti temi sociali, sono totalmente assenti da una campagna elettorale tutta incentrata su dati e controdati economici e che, tra promesse fantasiose, è spesso scollata dalla realtà.

 

Fonte: disabilitasenzabarriere.it