Cantù, l’epicentro. 1984, la data di nascita. Sono queste le coordinate principali per situare nello spazio e nelle origini la polisportiva che ha fatto dell’integrazione e della pratica sportiva senza limiti e limitazioni il proprio marchio di fabbrica.

 

Negli oltre 25 anni di attività fin qui svolti, moltissime persone portatrici di disabilità tanto fisiche quanto intellettuali e cognitive, hanno potuto rompere le barriere dell’isolamento e trovare una nuova vita attraverso la pratica dello sport. Passione, aggregazione, amicizia, rispetto per regole e avversari: sono questi i valori che fin dalle sue origini la società cerca di veicolare ai propri tesserati, che al momento sfiorano le duecento unità, fra atleti e volontari. Quanto ai settori sportivi coperti, essi sono ben cinque: oltre al basket in carrozzina (la Unipol gioca in serie A1 e per tre volte si è laureata Campione d’Italia) c’è anche il minibasket, il Bios (sempre pallacanestro, ma praticata da atleti con disabilità cognitive o intellettuali), il calcio, il nuoto e l’atletica leggera.

 

Come detto prima, la squadra di wheelchair basket è una realtà importante del panorama nazionale e non solo: detto dei tre scudetti, la squadra ha riportato negli anni anche importanti vittorie internazionali. Attualmente, nella stagione in corso e arrivata alla terza giornata del girone di ritorno della Regular Season, la Unipol è quarta con 10 punti, a quattro punti dal tandem di testa composto da S. Stefano Banca Marche e Santa Lucia Roma. Nell’ultimo turno proprio la squadra briantea ha osservato un turno di riposo (il campionato è a sette squadre): riprenderà il suo cammino il prossimo 9 febbraio ospitando la Dinamo Sassari.

La Briantea fornisce poi buona parte dell’ossatura della squadra nazionale

 

Per quanto riguarda gli altri settori sportivi, la società partecipa a gare a livello regionale e interregionale: nel nuoto ad esempio ci sono circa 40 atleti, supportati da 25 volontari, per i quali è possibile svolgere corsi di nuoto come praticare attività agonistica e prendere parte alle competizioni. Per i più giovani è attivo da un paio di anni un programma specifico di avviamento all’attività agonistica.

 

Fonte: olimpiazzurra.com