Positano, Costiera amalfitana. Avevamo promesso di non perderlo di vista il nostro Salvatore Cimmino e , con un pò di sforzo (doppiamo seguire tutta la costa d’ Amalfi ,

Sorrento la Campania, le politiche e quant’altro con poche forze e risorse, ndr) lo facciamo Una traversata a nuoto dei 20 chilometri dello stretto di Rottnest, in Australia è la prossima fatica estrema che attende Salvatore Cimmino, il 49enne disabile originario di Torre Annunziata che vuole attirare l’attenzione sui problemi del mondo della disabilità attraverso il progetto “A nuoto nei mari del globo – Per un mondo senza barriere e senza frontiere”.

 

L’ottava tappa dell’iniziativa è stata presentata ieri a Orvieto. Dove Cimmino si è allenato in vista dell’impresa. “Il disabile deve diventare una risorsa per la società – ha spiegato – deve poter occupare il suo posto con dignità, deve poter contribuire alla crescita sociale ed economica. Da anni cerco di sostenere una causa: abbattere tutte le barriere che impediscono alle persone con disabilità una reale integrazione, una vita piena, soddisfacente e produttiva.

 

Nuoto perché non ci devono essere più fi gli di una tecnologia minore”. All’età di 15 anni, Cimmino venne colpito da una malattia e gli fu parzialmente amputata la gamba destra. A 40 anni ha quindi cominciato a nuotare. Nel 2010 Cimmino ha iniziato il tour “A nuoto nei mari del globo – Per un mondo senza barriere e senza frontiere”.

 

La prossima tappa è appunto lo stretto di Rottnest dal 15 al 20 febbraio, ma già ad aprile Cimmino sarà in Mexico (Sumidero Canyon Swimming Marathon Fina Grand Prix), poi a luglio in Italia (Cinque Terre-Punta Mesco-Punta Montenero) e quindi, a giugno del 2014, ancora negli Stati Uniti (New York Swimming Marathon). Alla conferenza stampa di oggi era presente anche il vice ambasciatore australiano in Italia Douglas Robert Trappett.

 

“Quando per la prima volta ho sentito della sua iniziativa – ha detto – pensavo fosse impazzito perché le acque intorno all’isola di Rottnest dove andrà a nuotare, non sono per niente semplice”

 

Questo è il discorso che Salvatore fece a Positano durante la manifestazione “Io nuoto per Brunella..”

 

Ogni uomo e ogni donna disabile, in qualunque paese del mondo, ha il diritto ad una vita dignitosa.

 

Non si tratta solo di soddisfare determinati bisogni, ma più ancora di vedere riconosciuto il proprio desiderio di accoglienza e autonomia.

E’ necessario che l’integrazione diventi mentalità e cultura, e al tempo stesso che i legislatori e i governanti non facciano mancare a questa causa il loro coerente sostegno.

Oggi ci troviamo a riflettere, a confrontarci, a verificare lo stato della situazione concernente la disabilità: dal punto di vista culturale, istituzionale, legislativo ed operativo a partire dai principi di tutela dei diritti delle persone con disabilità.

L’ottica di riferimento è quella dei diritti di cittadinanza, costituzionalmente riconosciuti, osservati nella loro tutela ed esigibilità individuati nella loro caratteristica di diritti soggettivi universali.

 

11 luglio 2012 – Positano – Salvatore Cimmino insieme al Sindaco Michele De Lucia, il Direttore di Positanonews Michele Cinque e l’ Assessore Giuseppe Guida

 

In un’altra ottica di riferimento è quella della valorizzazione della persona, dove lo stato riconosce e sostiene le iniziative finalizzate al bene comune, alla solidarietà, corresponsabilità in un’ottica di politiche sociali di community care: forme di assistenza e di supporto erogate tanto “nella” comunità quanto “dalla” comunità.

 

E’ necessario porre al centro e al cuore del sistema la difesa della persona con la propria dignità e il suo diritto a rimanere nelle proprie comunità, a contatto con le proprie reti familiari e sociali.

 

La persona al centro significa che non solo è oggetto del sistema di prestazioni e risposte, ma anche soggetto che collabora, partecipa, sceglie il processo di inclusione, anche laddove la gravità della compromissione del quadro clinico o comportamentale fosse di notevole entità.

 

12 luglio 2012 – Positano – Salvatore Cimmino insieme agli altri nuotatori poco prima di tuffarsi

 

Diviene prioritario pensare e attuare un welfare che miri ad affermare, richiedere ed esigere:

 

L’urgenza di un reale riconoscimento dei diritti di ogni uomo e ogni donna con disabilità ad una vita degna e vivibile;

 

L’urgenza di promuovere una cultura del riconoscimento del desiderio esistenziale all’accoglienza e all’autonomia di ogni persona con disabilità e non solo all’appagamento di bisogni;

 

L’urgenza di propiziare i tempi differenziali e differenziati che segnano l’arco esistenziale della vita di ogni persona con disabilità;

 

L’urgenza di promuovere la ricerca scientifica, che possa garantire ogni forma di prevenzione dell’evento lesivo;

 

L’urgenza di promuovere la tutela della salute, soprattutto in quelle forme dove il curare non può garantire il guarire, dove non è possibile liberarsi della disabilità, ma occorre liberare le potenzialità che ogni handicap non potrà mai cancellare;

 

L’urgenza di garantire il diritto allo studio, al lavoro, alla casa, all’abbattimento delle barriere.

 

L’urgenza di promuovere ricerche e sperimentazioni, atte a sostenere e incrementare le potenzialità, ricordando che la riabilitazione è non solo restituzione di funzioni compromesse: è altresì barriera al decadimento, attivazioni di funzioni compensative, evocazione di funzioni alternative.

12 luglio 2012 – Positano – Brunella circondata dalle sue amiche e amici mentre assistono all’ ingresso in acqua dei nuotatori

L’inclusione rimane il punto fondamentale per l’abbattimento delle barriere: inclusione dei bambini nella scuola e nello sport, inclusione nel mondo del lavoro, nella società civile. Partecipazione, conoscenza e superamento del pregiudizio e della diffidenza. Con il lavoro di tutti arriveremo senz’altro molto lontano.

Il non riconoscere questa forte esigenza di totale inclusione può causare tre ordini di deficit: economico, in quanto non impiegare le risorse disponibili comporta una perdita onerosa; sociale, perché non integrare qualsiasi categoria crea emarginazione; democratico, perchè negare la partecipazione significa negare la piena cittadinanza.

Abbattere le barriere che impediscono la piena partecipazione democratica di tutti i cittadini alla vita del Paese, infatti, rappresenta un grande segno di civiltà.

 

La mia presenza a Positano si prefigge l’obbiettivo di migliorare le condizioni psico-sociali di Brunella, attraverso la promozione dell’autonomia personale, della socializzazione, della responsabilità civile.

 

Domani nuoterò per lei, e per tutte le bambine e i bambini che in questo nostro Paese non trovano l’ambiente necessario ad una crescita serena, equilibrata e ricca di esperienze ed emozioni. Nuoterò per portare una testimonianza che mi auguro arrivi dritta al cuore di chi governa e decide le condizioni di vita dei cittadini: si può partire abbattendo le barriere architettoniche di questo splendido posto, perché tutti ne possano pienamente godere, e si può quindi continuare attuando politiche di inclusione vera e proficua, per trarre dalla comunità quella forza indispensabile di cui tutti noi abbiamo bisogno.

 

Fonte: positanonews.it