Sabato andrà in scena «Remy Christmas»: 24 ragazzi con disabilità intellettiva in gara con il remoergometro: uno strumento di voga senz’acquaPer questo sport hanno portato a casa diverse medaglie e adesso la sfida di canottaggio si sposta in piazza. Sotto la loggia degli Uffizi, per la precisione, dove sabato 22 dicembre, andrà in scena uno spettacolo suggestivo. Si comincia alle 14, con un titolo che la dice lunga: «Remy Christmas».

 

Ventiquattro ragazzi con disabilità intellettiva si sfideranno con il “remoergometro”, l’attrezzo che simula la voga, impiegato nel canottaggio a secco, quello che si fa senz’acqua, tecnicamente “indoor”. A sfidarsi, affiancati dagli atleti partner normodotati, saranno diversi team di Special Olympics il programma di allenamenti e gare sportive per disabili a cui partecipano 4 milioni di disabili di 170 diversi paesi, con campionati invernali e estivi.

 

E ci saranno anche loro, i ragazzi disabili del centro Oda di Villa San Luigi di Castello, affiancati dai volontari dell’associazione Pietraia. Loro che quest’anno dai campionati di Special Olympics sono tornati con 3 medaglie e che un oro se lo sono guadagnato proprio in questa specialità, vogando a secco con risultati lusinghieri A sfidarsi, insieme a loro, ci saranno i team della Tevere Remo, di San Miniato, di Livorno e di La Spezia. E sarà una gara speciale anche per un altro motivo: sarà infatti dedicata a Luca Mongatti, amato ospite di Villa San Luigi recentemente scomparso.

 

Prima della competizione i vari team si riuniranno nella sede dei canottieri per la foto di rito con alle spalle la splendida cornice di Ponte Vecchio, per poi proseguire la visita al Duomo dove, grazie alla collaborazione dell’Opera del Duomo, i ragazzi scaleranno il Campanile di Giotto e la Cupola del Brunelleschi. A fine gara, insieme agli amici della società Canottieri Firenze (preziosi compagni di quest’avventura) si festeggerà con la consegna delle medaglie ai primi tre che hanno raggiunto i migliori tempi, nonché con la consegna della “maglia nera” al vincitore di fine corsa. Perché lo spirito di queste olimpiadi speciali è esattamente questo: promuovere l’integrazione delle persone con disabilità attraverso lo sport, mezzo impareggiabile per sostenere inclusione, crescita e autostima.

 

Fonte: corrierefiorentino.corriere.it