Future Stars International Enterprises (FSIE) è il nome della nuova attività dell’ex cestista Peter Ezugwu,apprezzato in Italia non solo per le doti professionali messe in luce nella militanza in diverse società dello Stivale, ma anche per le sue qualità morali. Opera in Arizona e Peter ne è il fondatore.  Si tratta di una scuola di sport e di vita a cui si affianca il lavoro della Futures Stars Global Foundation (FSGF), impegnata nel sociale.

 

E’ proprio Peter a raccontarci i dettagli e come tutto è nato: «Quando ho smesso di giocare lì in Italia, mi è stato proposto di portare i giovani dell’Assigeco Casalpusterlengo qui, per fare una camp. Sono venuti in dodici o tredici e da lì è nata la nostra attività. Abbiamo iniziato ad organizzare campus e programmi per i bambini.

 

La prima cosa è stata trovare delle scuole che volessero collaborare con me. Una volta che abbiamo trovato la prima, che era una scuola privata, le altre hanno seguito. Sono stato tanto fortunato perché ha lavorato con noi un “district”, si chiama così, ovvero un gruppo di trenta scuole. Abbiamo trovato dipendenti, allenatori che volessero lavorare con i bambini, fare training e programmi partendo da zero. Future Stars è nata così.

 

Ora proseguiamo con la nostra attività, con programmi, squadre e campionati di tutti gli sport: basket, pallavolo, calcio, baseball, football americano. Siamo in continua crescita, ai nostri programmi hanno partecipato più di 5000 bambini e proprio in questi giorni ho ricevuto una proposta per avviare una nuova scuola di basket. Il principio è il “pay to play”, ovvero la gente paga per giocare e, visto che il nostro lavoro sta avendo tanto successo, l’obiettivo è quello di aprire un vero e proprio centro sportivo.

 

Parallelamente al lavoro di FSIE, c’è anche quello della Future Stars Global Foundation (FSGF) con la quale ci impegniamo nella crescita della comunità. Si tratta di programmi di sostegno alle persone meno fortunate, per essere coinvolte nei nostri lavori, avere una vita migliore. Ci rivolgiamo per esempio a ragazzi con disabilità, autistici. Tutto questo grazie ai nostri sponsor che ci consentono di dare enormi benefici a questa gente.

 

Inoltre, siamo impegnati in campagne contro il bullismo, fenomeno molto marcato qui, tra i bambini nelle nostre scuole. Hanno bisogno dell’aiuto e del sostegno della nostra comunità, di atleti professionisti che possano far sì che cambi la mentalità di questi ragazzi che, chissà per quali motivi e disagi, si “rifugiano” negli atti di bullismo. Ci sono anche tanti ragazzi che non hanno la disponibilità economica per partecipare ai nostri programmi ed anche in quel caso, ci attiviamo per fornire loro il sostegno che consenta una partecipazione. Poi ci sono tanti altri aspetti più complessi».

Fonte: .all-around.net